Nuovo incendio alla Gawi di Borgo San Lorenzo: è il terzo in un anno e mezzo

luglio 13th, 2009 by andreachiari

(fonte: www.radiomugello.it)Per la terza volta negli ultimi 18 mesi molti mugellani hanno visto una colonna di fumo salire minacciosamente verso l’alto, domandandosi cosa potesse essere accaduto. Sabato scorso, nelle ore centrali del pomeriggio, è bastato provare a localizzare a grandi linee l’origine della densa nube verticale per rendersi conto che si trattava nuovamente della Gawi, società specializzata nel trattamento dei rifiuti il cui impianto è situato a La Torre, tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve. Come detto è il terzo incidente di questo genere dal 2008. La società è nata - sfruttando un’ironia un po’ cinica - dalle ceneri della Toscana Recuperi, occupandosi di smaltimento dei rifiuti e raccolte differenziate , anche se ormai da anni si è specializzata nella rottamazione delle auto.

La prima infausta occasione si verificò il 20 febbraio 2008, creando peraltro una certa apprensione nella popolazione del Mugello, preoccupata dai possibili effetti tossici. Le fiamme rimasero vive per un’intera giornata e la colonna di fuoco e fumo sprigionatasi fu visibile da diversi chilometri di distanza. A causare l’incendio in tale circostanza sembrò essere stato il mal funzionamento di un nuovo macchinario. Un secondo incendio ebbe luogo all’inizio di agosto dello scorso anno, per fortuna con conseguenze molto più limitate: in quel caso le fiamme si svilupparono durante la notte, in assenza di attività lavorative e furono domate in tempi relativamente brevi. Venne valutata anche l’ipotesi del gesto doloso ma le indagini ad oggi non hanno portato ad alcuna conclusione. Sabato pomeriggio una nuova colonna di fumo nero ha oscurato il cielo sopra Borgo San Lorenzo: il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile, con il sostegno di reparti provenienti da fuori zona, ha permesso di contenere lo sviluppo dell’incendio che già intorno alle 19,30 poteva considerarsi domato, anche se per tutta la serata ancora un po’ di fumo si è levato dal piazzale adiacente l’impianto. Un forte odore di gomma bruciata, presumibilmente di pneumatici delle auto in rottamazione, era percepibile anche negli abitati più vicini.

I Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine a questo punto dovranno individuare le cause di questo nuovo incendio per rassicurare i cittadini sull’attività svolta dalla Gawi, perchè tre eventi di questa portata nell’arco di un anno e mezzo sono francamente troppi per essere attribuiti solo al caso. Come già avvenuto nelle altre occasioni con molta probabilità la Provincia sospenderà l’autorizzazione all’ex Toscana Recuperi in attesa degli esiti delle indagini anche dei propri uffici sul rispetto delle normative e delle prescrizioni previste dalla legislazione e dagli atti amministrativi. Intanto il Comune di Borgo San Lorenzo, sulla base dei pareri espressi da Arpat e Asl, ha prontamente emesso a scopo precauzionale un’ordinanza che “con decorrenza immediata e fino all’adozione di successivi provvedimenti” vieta “il consumo umano di prodotti agricoli coltivati nella zona circostante la Gawi per un raggio di 3 Km, senza che siano preventivamente ben lavati con acqua corrente”. Sempre nel raggio di 3 Km dall’impianto è fatto divieto di uso dell’acqua di bacini di raccolta all’aperto.
E’ abbastanza inquietante che si siano verificati a così breve distanza l’uno dall’alto tre episodi di simile portata, soprattutto in considerazione del fatto che la Gawi opera in un settore a rischio e che all’interno dell’impianto sono stoccati grossi cumuli di rifiuti speciali come carcasse di autoveicoli, rottami ferrosi, pneumatici, materiali elettrici e rifiuti in plastica che dai primi rilievi “risultano parzialmente o totalmente combusti”. Il dolo anche in questo caso può essere una strada percorribile (c’è chi racconta di aver visto movimenti sospetti poco prima del fatto nei pressi dello stabilimento) ma non può essere un alibi: è indubbio infatti che grosse responsabilità pesino sulla società, colpevole di evidenti negligenze nei controlli e nella sicurezza. I più maligni dicono addirittura che gli amministratori si stiano divertendo a truffare le assicurazioni, ma si tratta - per fortuna probabilmente - solo di voci. Quel che è certo è che sulle sorti della Gawi occorrerà condurre una seria riflessione, valutando tutti gli elementi in gioco, onde evitare che nuovo fumo si alzi sopra le teste dei cittadini mugellani.

Oidio e cinipide: in Mugello si combatte per salvaguardare la qualità di viti e castagni

giugno 30th, 2009 by andreachiari

E’ un’estate all’insegna delle minacce quella delle colture di Mugello e Valdisieve. A correre i rischi più alti, la vite e il castagno, due degli elementi che caratterizzano fortemente il territorio. Protagonisti, in negativo, un parassita e un insetto, rispettivamente l’oidio (noto anche come “mal bianco”) e il cinipide (o “vespa cinese”). Due pericoli a cui si sta cercando di far fronte in breve tempo, in modo da evitare ogni rischio di veder minata, in un anno così difficile, la produzione di due delle risorse più importanti dell’intera zona.

Il castagno come detto è attaccato dal cinipide galligeno, originario della Cina e arrivato in Europa e in Italia intorno al 2002, veicolato da vari materiali vegetali provenienti dall’oriente. Aggredisce i castagni, mettendo così a rischio la produzione dei frutti ed anche lo sviluppo delle piante. Un pericolo che può colpire anche il territorio del Mugello, e soprattutto l’Alto Mugello, zona votata alla castanicoltura. Interessante le due strade indicate per combatterlo e salvare così castagni e marroni: da un lato c’è il monitoraggio continuo del territorio per individuare le aree infestate e i focolai, dall’altro una vera e propria ”lotta biologica” attraverso l’introduzione di un altro insetto, antagonista della vespa cinese, il Torymus sinensis, proveniente dal Giappone e riprodotto in allevamenti dall’Università di Torino.

“La castanicoltura in Mugello rappresenta uno dei principali settori agro-forestali sia per la qualità del prodotto, che ha infatti ottenuto il riconoscimento comunitario Marrone del Mugello Igp, sia per il rilievo economico, sociale ed ambientale che riveste” ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo agricolo della Comunità Montana Mugello Mario Lastrucci “La recente diffusione del cinipide è un serio pericolo per la castanicoltura del Mugello e quindi occorre attuare ogni possibile sforzo per ridurne quanto prima l’impatto negativo, dando nel contempo una corretta informazione a tutti gli operatori interessati e coinvolgendo gli stessi nelle iniziative da attuare”.

 

Forse meno preoccupante ma non per questo da trascurare la questione dell’oidio sulle viti della Valdisieve: il parassita attacca direttamente gli acini provocandone la spaccatura e il conseguente disseccamento del grappolo o di successivi fenomeni di botrite e marciume. Il “mal bianco” si manifesta inizialmente con macchie marrone scuro sui grappoli, che evidenziano un processo di necrosi dell’acino e successivamente con una polverina biancastra su foglie e frutto. E’ una malattia che si sviluppa con situazioni climatiche di caldo umido e in presenza di forte escursione termica soprattutto quando non sono stati effettuati in modo corretto gli interventi di stagione. La propagazione dell’oidio avviene infatti con condizioni ambientali particolari: minimi termici a 3-4 °C e massimi a 32-34 °C, e, secondo le specie, una moderata umidità relativa. Stando a quanto affermano i produttori, la situazione parrebbe sotto controllo, ma c’è anche chi invece ritiene i primi casi di oidio segnalati spie di “una situazione che rischia di farsi molto preoccupante se non si interverrà subito con trattamenti idonei”.

 

La Marcia Mondiale potrebbe far tappa in Mugello

giugno 23rd, 2009 by andreachiari

(fonte: www.marciamondialetoscana.org)Un evento senza precedenti, che unirà, nell’arco di tre mesi, tutto il mondo. E’ la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, iniziativa lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nei Parchi di Studio e Riflessione a Punta de Vacas in Argentina alla fine dello scorso anno e subito raccolta, non solo dalle associazioni pacifiste e dagli organismi internazionali di cooperazione, ma anche da illustri personalità del mondo intellettuale, scientifico e artistico. La Marcia Mondiale ha come principale obiettivo la sensibilizzazione rispetto al pericolo di una nuova corsa agli armamenti e al rischio di nuove occupazioni militari di alcuni territori nonchè di un conflitto nucleare. Il 2 ottobre (tra l’altro Giornata Internazionale della Nonviolenza) una lunga carovana partirà da Wellington in Nuova Zelanda e attraverserà, rigorosamente a piedi ( eccetto ovviamente i collegamenti per i quali sono necessari i mezzi di trasporto), tutti e 6 i continenti, per arrivare in Argentina esattamente tre mesi dopo, il 2 gennaio 2010. Come detto sono tante le figure illustri che hanno già garantito la propria adesione: da David Bowie a Noam Chomsky, dal Dalai Lama a Rigoberta Menchu, da Lou Reed a Isabel Allende, e, per fare qualche nome italiano, Piero Pelù, Dario Fo, Luciana Littizzetto e Gianni Vattimo. I numeri parlano chiaro: 1 milione di partecipanti, 98 nazioni toccate, 160mila km di tragitto, un migliaio di istituzioni che hanno aderito come co-organizzatrici, 100 incontri previsti con governi e rappresentanti politici.

La marcia attraverserà l’Italia tra il 7 e il 12 novembre, toccando nell’ordine Trieste, Vicenza, Milano, Firenze, Attigliano e Roma. E proprio il passaggio fiorentino, previsto per il giorno 11, è per noi particolarmente significativo, visto che anche in Mugello ci si prepara ad allestire una serie di iniziative di supporto. Il comitato toscano di supporto ha già incassato, all’inizio del mese, l’ok del Comune di Borgo San Lorenzo, che si è fatto promotore dell’iniziativa. Appare comunque già chiaro che l’intero sistema istituzionale mugellano ha intenzione di muoversi in questa direzione. Alcuni eventi - come il campionato toscano di Enduro svoltosi a Pomino, vicino Rufina, la marcia di Barbiana, o la festa “Etnica” a Vicchio - sono stati l’occasione per informare i cittadini sul programma della marcia. E già si sa che per l’11 novembre si sta pianificando una giornata all’insegna della pace nell’area feste presso San Piero a Sieve: si parla di spettacoli e di una maratona musicale.

Per saperne comunque di più è meglio visitare i siti dedicati (verrà aggiunto anche un link diretto):  www.marciamondiale.org e www.marciamondialetoscana.org

Calcio mugellano: i verdetti di fine stagione

giugno 14th, 2009 by andreachiari

E’ stata un’annata con pochi alti e molti bassi quella appena trascorsa per il calcio mugellano. Fra salvezze raggiunte in extremiis, occasioni di promozione fallite sul più bello e clamorosi flop, il 2008/2009 ha lasciato l’amaro in bocca a quasi tutte le compagini della zona.

E dire che in molti avevano ambizioni non da poco, a cominciare dalla Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo, che come ho già potuto raccontare, quest’anno festeggiava i 100 di vita: le insidie della Serie D (ormai, almeno dal punto di vista finanziario, un campionato tutt’altro che dilettantistico) sono state da subito incombenti. Una rosa non di prim’ordine, un allenatore generoso ma forse non sempre lucido e una dirigenza isntabile hanno rischiato di condannare la squadra biancoverde alla più amara delle retrocessioni. Dopo clamorosi alti e bassi per tutta la stagione, la Fortis ha chiuso sestultima, dunque ricacciata nel temibile antinferno dei paly-out. Nel doppio scontro con gli umbri della Pontevecchio, solo un gol del “vegliardo” difensore Maurizio Figus al 94′ della partita di ritorno (la prima era stata persa 2-1) ha consentito ai borghigiani di mantenere la categoria.

Una faticaccia anche per le due rappresentative che militano in Eccellenza: il San Piero a Sieve, che ha dovuto aspettare trepidante l’esito del recupero fra Lanciotto Campi Bisenzio (quintultima) e Monteriggioni (già matematicamente prima) per sapere se sarebbe arrivata la salvezza matematica (e così è stato), era forse in parte giustificato, visto che la squadra era imbottita di ragazzi giovani (gli Juniores biancorossi erano i vicemcampioni nazionali); molto meno il Barberino, che a inizio stagione aveva dichiaratamente messo nel mirino la vittoria e che invece ha dovuto sudare per chiudere in una posizione tranquilla di classifica.

Poco spiegabile anche l’andamento del Vicchio in Promozione: da due anni gli amaranto partono benissimo ma calano alla distanza e anche quest’anno hanno mancato, giungendo sesti, l’obiettivo minimo dei play-off. A nulla è valso (ma c’è da chiedersi se in effetti serviva) il cambio di allenatore a poche giornate dal termine.

In Prima Categoria Luco e Sagginale possono tutto sommato sorridere: per gli azzurri è arrivato un confortante quarto posto finale, mentre i biancorossi, che puntavano a salvarsi, hanno fatto il loro dovere con largo anticipo. Più titubante la Gallianese, che dopo lo splendido secondo posto dell’anno scorso era chiamata a confermarsi e che invece è incappata in mille problemi. Come per la Fortis Juventus, salvezza all’ultimo tuffo per il Dicomano, che quasi spacciato a metà campionato, ha trovato la forza di raggiungere la soglia play-out e salvarsi a cinque minuti dalla fine su rigore nell’incontro decisivo col Club Sportivo Firenze.

Grosse delusioni anche in Seconda Categoria: la Rontese, finita seconda, ha buttato al vento la qualificazione perdendo lo spareggio contro la Sangiustinese (squadra del Valdarno non certo superiore ai neroverdi); lo Scarperia, tra guai disciplinari e occasioni perse, ha finito tra le prime ma senza acuti; il San Godenzo ha dovuto addirittura giocarsi lo spareggio per tenere la categoria contro un’altra formazione del luogo, l’Audax Rufina, che ha infine conosciuto l’onta della Terza Categoria.

Confidando nella saggezza calcisitica che ci ricorda come il pallone sia rotondo, l’auspicio è che la prossima sia una stagione di successi.

Elezioni in Mugello: il PD cala ma resiste, ballottaggio a Borgo San Lorenzo, cambi di mano a Firenzuola e Palazzuolo sul Senio

giugno 13th, 2009 by andreachiari

C’era molta attesa per i risultati delle elezioni in Mugello. Terra storicamente rossa e dalle stratosferiche percentuali d’affluenza, la multipla tornata elettorale rappresentava un banco di prova soprattutto per il centro-sinistra, chiamato a confermarsi a tutti i livelli. Più d’uno infatti i segnali di incertezza in maggioranze fino a poco tempo fa difficili da scalfire.
Ebbene, il Mugello non ha fatto eccezione: in linea col dato nazionale, si sono registrate diverse novità. La prima è senza dubbio una flessione del PD, cedimento di lieve entità (sopra il 40% per le europee, provincia blindata al primo turno grazie ai confortanti dati di tutta la zona) ma che è indicativo di un’insofferenza diffusa. Il Pdl non ha senza dubbio approfittato della situazione, mantenendosi più o meno in linea con le precedenti consultazioni. Salgono invece le quotazioni di Lega e IDV, in ripresa ma non abbastanza i partiti dell’estrema sinistra.

Quel che più interessa però sono le singole amministrazioni: il nostro ideale percorso segue una logica “geografica” che ripercorre il corso del fiume Sieve. E subito ci si imbatte in risultati che anche solo 5 anni fa sarebbero stati a dir poco surreali. Il centrosinistra mantiene di fatto il numero di feudi, ma con una sostanziale differenza: tranne che in alcuni casi, la vittoria è tutto fuorchè plebiscitaria. Va infatti tenuto conto che i sindaci mugellani hanno quasi sempre vinto con percentuali dal 55% in su, anche in presenza di 3-4 sfidanti.

A Barberino, dopo una travagliatissima campagna elettorale, viene eletto Carlo Zanieri (PD) col 49,5% (cinque anni fa l’ex-sindaco Luchi prese il 64%). A San Piero a Sieve buono il 61,3% di Marco Semplici (dieci punti in meno di Alessia Ballini nel 2004), ma l’exploit lo fa il candidato dl Pdl Luca Barletti che raggiunge uno storico 25,8%. Calmorosi colpi di mano in Alto Mugello: a Firenzuola dopo 20 anni si rivede un primo cittadino non di sinistra: Claudio Scarpelli (51,7%) batte il sindaco uscente Claudio Corbatti (42,5%), con la mina vagante della lista civica di Luciano Ardiccioni che fa flop (5,7%, un terzo dei consensi rispetto a 5 anni fa). A Palazzuolo sul Senio scenario invertito, con l’attuale prima cittadina Paola Cavini che lascia il posto al candidato di centro-sinistra Cristian Menghetti (59%).

Scendendo di nuovo a valle ecco forse il dato più eclatante: a Borgo San Lorenzo infatti Giovanni Bettarini dovrà aspettare il ballottaggio per essere riconfermato. Non basta infatti il 46,1% finale: lo sfidante sarà Fulvio Boni del Pdl, che col 18,6% la spunta sui più accreditati Piera Ballabio (lista civica trasversale Verdi-UDC, 18%) e Mario Pinzauti (Rifondazione comunista, 15,6%). A Vicchio, dopo le tante polemiche, si afferma Roberto Izzo del PD (45, 5%), staccati sia il principale sfidante Bruno Confortini (Sinistre per Vicchio, 26,6%), che gli altri due candidati (Raffaele Lecca, Pdl, 20,7% e Carlo Zacconi, lista civica, 7,1%). Scenario simile a Dicomano dove il sindaco uscente Ida Ciucchi è confermato con il 51%: nel 2004 erano 12 i punti percentuali in più, ma la coalizione d’appoggio era più cospicua. 52, 7% contro 47,3% a Londa: con questi numeri il candidato del centrosinistra Aleandro Murras si impone rispetto a Maria Cristina Paoli. Ancor più incerta la corsa a San Godenzo: appena 5 voti consegnano il Comune ad Alessandro Manni, espressione del PD, a scapito di Pierluigi Trespoli. Ben più larghi i successi a Rufina e Pontassieve: nel primo comune si afferma Mauro Pinzani (lista civica di centrosinistra, 62,1%), nel secondo, sebbene con una flessione di circa 10 punti, viene confermato Marco Mairaghi (Pd, 68,9%).

Un sito tutto nuovo per il Comune di Borgo San Lorenzo

giugno 5th, 2009 by andreachiari

Ci sarà senz’altro stata un po’ di impellenza elettorale, ma l’operazione di restyling effettuata sul sito internet del Comune di Borgo San Lorenzo è una notizia da non trascurare: in realtà come quelle mugellane, in cui l’accelerata tecnologica è a buon punto ma ha ancora da relazionarsi a un contesto ancora lungi dall’essere digitalizzato, rifare il look allo strumento web istituzionale è un’esigenza tutt’altro che squisitamente estetica e porta con sè, se non fatti, almeno intenzioni positive.
Il vecchio sito municipale borghigiano era davvero superato: pagine drammaticamente statiche, organizzate secondo un criterio più simile a quello della vecchia bacheca che non a quello di un servizio innovativo. Le informazioni importanti risultavano dunque difficili da reperire, marginalizzate da una grafica antiquata e da una struttura ancora “cartacea”. Un buon passo era stato fatto aprendo il protale dei lavori pubblici, questo sì organizzato adeguatamente, con schede dei progetti in corso (spesso corredate da immagini esuarienti) e dati precisi facilmente consultabili. restava però questa una finestra un po’ scollegata dal resto dello spazio web a disposizione. Il nuovo sito - dal look quasi minimal - già di prim’acchito sembra migliorare di molto il quadro complessivo: le informazioni per così dire di servizio sono ben distinte da quelle più dinamiche (es. eventi e manifestazioni). Buona anche l’organizzazione in macro-aree tematiche, che dovrebbero aiutare i cittadini, compresi i meno ferrati con la rete, a capire rapidamente cosa cercare e dove. Buono anche l’impatto del filo diretto comunicativo: comunicati, documenti, segnalazioni abbondano. Ancora da rodare la sezione relativa ai rappresentanti del Comune stesso: mancano numeri e recapiti, anche se è plausibile che si attenda l’esito delle elezioni per migliorare il servizio.

A questo punto l’invito è a visitare direttamente il sito: www.comune.borgo-san-lorenzo.fi.it

A Vicchio il rush finale per l’elezione del sindaco: intervista a 4 coi candidati

maggio 31st, 2009 by andreachiari

Un confronto sui programmi e sulle idee per la futura amministrazione di Vicchio: un’occasione per esporre più dettagliatamente e in parallelo gli elementi chiave della propria politica, sottoponendoli al giudizio diretto dei cittadini. Era questo lo spirito dell’incontro organizzato lo scorso 22 maggio - di fatto, l’unico appuntamento in cui i quattro candidati al ruolo di sindaco, Bruno Confortini (Sinistre per Vicchio), Roberto Izzo (Pd-Ps), Raffaele Lecca (Vicchio per la libertà) e Carlo Zacconi (Per il nostro Comune), hanno avuto la possibilità di dibattere a viso aperto e senza i filtri dei rispettivi schieramenti - e in cui il sottoscritto ha fatto da moderatore. Di seguito ecco riportati dunque gli stralci più significativi dei singoli interventi.

Bruno Confortini (Prc-Verdi-Sd): “Ripartire da sinistra, con persone nuove e obiettivi nuovi”

“Non rinnegare, anzi recuperare, le radici politiche, ma con uno sguardo al nuovo”. E’ questa la sintesi politica di Bruno Confortini, che proprio sul rinnovamento, sulla partecipazione - soprattutto femminile e giovanile - sull’idea di cambiamento ha incentrato la campagna elettorale. Tanti in effetti nel programma i progetti in favore di una maggiore accessibilità dell’amministrazione per il cittadino: quali sono quelli realmente percorribili? “I vicchiesi devono tornare a partecipare direttamente alla vita amministrativa, il contesto attuale è troppo sfilacciato. Crediamo che le consulte permanenti, i consigli comunali aperti, il miglior utilizzo del sito internet, così come il ripristino di una rete civica nelle frazioni siano tutte idee semplici da realizzare”. E per donne e giovani? Aldilà dell’inserimento nella lista cosa c’è di concreto? “Per il coinvolgimento femminile è giusto ripartire da quel che di buono ha introdotto il sindaco uscente. Ma noi vorremmo integrare le iniziative esistenti valorizzando il ruolo delle donne sul piano politico e sociale. Quanto ai giovani, la principale esigenza di cui vogliamo farci carico è quella di fornire spazi di aggregazione e di confronto, come il centro autogestito e la consulta. Non mancheranno poi progetti più specifici, come un servizio di trasporto gratuito per le ore notturne verso i luoghi del divertimento”. Il paese che immagina Confortini è anche e soprattutto laico: “Occorre tornare a fare uno sforzo a sinistra, rivendicando con azioni concrete la laicità come elemento fondante della democrazia: per questo ci piacerebbe istituire il registro delle unioni civili e quello per i testamenti biologici”. Non si vive di sole idee però: urgono anche iniziative per il rilancio del tessuto produttivo. “Bisogna essere realisti e valutare la crisi per quello che è: la nostra proposta è di investire nella nuova economia, con la creazione di una rete di servizi economici, la promozione dei prodotti a ‘km 0’ e delle politiche di vicinato, fornendo poi consulenza diretta per la piccola impresa. Inoltre favorire nuove occasioni di sviluppo, ad esempio creando la ‘Strada del Marrone’ e coinvolgendo agricoltori, commercianti, nonché il tessuto ricettivo”. E sul fronte cultura? “Anzitutto valorizzare l’esistente, come le case di Giotto e del Cellini, puntando sulla ‘micro-cultura’ ma contemporaneamente facendosi conoscere in circuiti più ampi”. Una parola anche sulla questione servizi, specie quelli idrici: “L’acqua deve tornare ad essere rigorosamente pubblica, proporremo un referendum ai cittadini. Inoltre studieremo una revisione delle tariffe, per chiedere l’innalzamento della fascia sociale e la gratuità del fabbisogno minimo”.

Roberto Izzo (Pd-Ps): “Impegno concreto per il paese, non sono un uomo di divisione”

“Il centro-sinsitra è il giusto compromesso per amministrare nel modo più opportuno i prossimi cinque anni”. Parte da questa considerazione Roberto Izzo, che ribadisce anche di voler lasciare alle spalle le polemiche susseguenti le primarie: “Mi sono sempre impegnato per Vicchio e la mia cifra è la diplomazia. Da questo ho fatto ripartire il mio programma”. Il dato politico delle primarie però non può essere ignorato: “Non nascondo che si è trattato di un percorso a tratti molto complicato, con alcuni sviluppi davvero imprevisti. Ma è stata allo stesso tempo un’esperienza importantissima per Vicchio, da cui prendere spunto soprattutto per quanto riguarda la partecipazione, compresa quella giovanile. La nostra lista e il nostro programma infatti muovono proprio da questi presupposti”. A tal proposito, due tra i punti programmatici sembrano davvero decisivi: la manutenzione e la pianificazione urbanistica. “Il nostro è un programma di indirizzo, che vuole inquadrare i problemi in maniera generale e univoca. Per la manutenzione l’idea è quella di intervenire su due piani: uno operativo, grazie all’apporto di un team organizzativo allestito all’interno dello stesso Ufficio Tecnico, e uno per così dire culturale, in modo da diffondere grazie a scuole, associazioni e comitati civici, un maggior senso del rispetto per la cosa pubblica. I progetti in chiave urbanistica sono tanti, ma saranno subordinati alla valutazione che a metà mandato vogliamo fare su Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico. Su tutti resta comunque la costruzione della nuova scuola media”. E cosa dire di Vicchio est? “La scelta di ridiscutere tutto il progetto nel prossimo mandato mi è parsa consapevole. Ora potremo inquadrare gli interventi programmati nella loro dimensione più consona, che non era quella prospettata”. Ma allora rispetto al passato si predicherà la continuità o è già previsto qualche cambiamento di rotta? “Ovviamente continuità, ma al tempo stesso occorrerà dare segni tangibili di rinnovamento. Se è vero che la politica è servizio e deve essere la bussola del vivere civile, dobbiamo dare nuovo impulso all’attività dell’amministrazione, a cominciare dal ruolo della giunta e soprattutto del consiglio”. Facile ipotizzare allora anche una grande attenzione da un lato all’educazione, dall’altra al mondo del lavoro: “Vogliamo investire sull’educazione, ponendola come base per lo sviluppo culturale e al contempo mantenere alta la guardia sul problema dell’occupazione e delle sinergie col mondo imprenditoriale locale. Vicchio dovrà fare da prodotto-paese, offrendo le sue tipicità”.

Raffaele Lecca (Lista Civica “Vicchio per la libertà”): “Cambiare l’amministrazione, coinvolgendo tutto il tessuto sociale”

Nessuna logica di partito, nessuno spostamento a destra o a sinistra: ma la necessità secondo Raffaele Lecca è quella di “cambiare l’amministrazione, il modo di amministrare il paese. La scelta di presentarsi come lista civica è proprio dettata dalla volontà di coinvolgere il tessuto sociale nel suo complesso, senza essere per forza legati a degli schieramenti”. Un programma molto concreto, in cui forse la priorità più urgente è il sostegno alle famiglie: “Riteniamo che non servano più di 700-800mila euro per gli interventi di primaria importanza, soldi che possiamo agevolmente risparmiare limitando consulenze e incarichi all’esterno. Vorremmo erogare gratis il servizio mensa e quello di trasporto, prevedere sgravi e contributi per famiglie in difficoltà, garantire i bonus bebè”. Oltre agli aiuti alla persona c’è anche la riqualificazione del paese: “Dobbiamo restituire interesse al centro storico, un obiettivo che si raggiunge non solo migliorando la vivibilità - ad esempio eliminando gli assurdi dissuasori di parcheggio - e il decoro, ma anche incentivando le attività commerciali grazie alla detassazione delle imposte comunali e alla creazione di un mercato dei prodotti locali”. Il rilancio dell’economia non può però passare solo da qui: “Occorre promuovere l’occupazione in loco, magari concedendo agevolazioni per l’utilizzo dei capannoni industriali, potenziando i servizi turistici e soprattutto aprendo ai privati”. Servirà anche una rilettura in merito all’edilizia e all’urbanistica? “L’impianto normativo è da ripensare: il Comune ha adottato misure strettissime in materia, prevedendo che un’unità familiare abbia diritto al massimo a 75 mq di superficie abitativa, quando poi la ristrutturazione dei fabbricati agricoli ne consente almeno il doppio. L’obiettivo è di arrivare a riscrivere Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico”. Quanto alla prospettiva di nuove infrastrutture? “Nessuno ci vieta di pensare alla realizzazione del sottopasso sulla provinciale, a un nuovo ponte sulla Sieve, a una seria riqualificazione delle nostre strade, ben sapendo che si tratta di interventi che non dipendono solo dal Comune di Vicchio”. Non manca neppure una valutazione dello scenario culturale: “Il nostro è un territorio ricco: dobbiamo far di più per valorizzarlo e la prima mossa è una profonda sinergia che unisca Comune, scuole e associazioni”. Infine, il nodo delle partecipate: “Dobbiamo uscire da questo meccanismo perverso, per il quale anche le amministrazioni attuali hanno la loro parte di responsabilità”.

Carlo Zacconi (Lista Civica “Per il nostro Comune”): “Un nuovo progetto amministrativo, uno sviluppo in prospettiva”

Pensare ad un’amministrazione diversa, che non trascuri la propria storia politica che ma che rappresenti lo spaccato reale del territorio: è questa l’idea che propone Carlo Zacconi, che parla apertamente di “un nuovo progetto per amministrare Vicchio, che si sviluppi nella prospettiva lunga dei cinque anni di mandato”. Cos’è dunque prioritario nel programma? “In linea di massima la buona amministrazione, in particolare la capacità di reperire le risorse necessarie dal punto di vista economico, umano, di gestione, la semplificazione per il cittadino, garantendo al cittadino la piena accessibilità ai servizi, e la trasparenza informativa dell’attività interna al Comune. Mi viene in mente ad esempio la pubblicazione in tempo reale degli atti amministrativi sul sito web comunale”. Ma che strada sarà opportuno imboccare per cogliere questi risultati? “Senza dubbio quella della creazione di un doppio binario che colga sia gli obiettivi del quotidiano che quelli a lungo termine. I fronti possono essere molteplici: dalla scuola all’assistenza agli anziani, dal turismo alla connettività internet”. Impossibile produrre un simile sforzo senza appoggiarsi alla rete civica e associativa: “L’intero territorio va concepito come un’unica entità, la progettualità va definita in maniera comune: per questo sarà necessario il sostegno e il riconoscimento, anche economico, a tutte le realtà associative del paese”. Una questione che si riverbera anche sull’offerta turistica e culturale: “Dobbiamo assolutamente rivitalizzare i luoghi della cultura, fornendo proposte turistiche più diversificate”. Basterà questo a ridare linfa al tessuto produttivo? “Serviranno ovviamente anche altre cose, come la progettazione accurata di servizi comunitari, ad esempio la possibilità per le famiglie in difficoltà di beneficiare dei prodotti coltivati negli orti sociali o la creazione di una cooperativa per la raccolta dei rifiuti porta a porta, o ancora l’investimento sull’economia locale”. Un tema centrale è anche quello della viabilità e delle infrastrutture: “Anche in questo caso non si potrà prescindere dal far riferimento a quel doppio binario: nel quotidiano si dovrà pensare ai problemi più urgenti, in prospettiva invece si analizzeranno via via le opportunità di grandi progetti”. E i servizi? “Dobbiamo riappropriarcene, partendo da progetti come la quota di fabbisogno minimo gratuita, la promozione dell’uso dell’acqua potabile comunale, l’investimento su forme di risparmio dei consumi”.

L’incubatore d’impresa: un’opportunità (o un inutile contenitore?) per i giovani imprenditori mugellani

maggio 27th, 2009 by andreachiari

Giovani aspiranti imprenditori fatevi avanti: fino al 15 giugno è possibile aderire al bando della Comunità Montana  Mugello per l’incubatore d’impresa, denominato “Innovare in Mugello”. Può essere presentata una domanda di insediamento o di adesione, attraverso la quale poter essere inseriti nella struttura realizzata nell’area industriale di Pianvallico, tra Scarperia e San Piero a Sieve. La sede, direttamente di proprietà della Comunità Montana, occupa una superficie di circa 600 mq al primo piano della nuova struttura del Centro Servizi di Pianvallico, ed è composta da 7 locali con arredi e strumentazioni informatiche nonché da sala riunioni e sala conferenze, pronti per essere utilizzati da giovani imprese, già costituite o da costituire, che saranno assistite da professionisti qualificati. Quello dell’incubatore mugellano è un progetto nato per consentire a delle giovani idee imprenditoriali di prendere corpo senza l’onere di sostenere alti costi di investimento almeno per i primi due anni, dopo potranno ricevere assistenza per individuare adeguate collocazioni territoriali. Un progetto, insomma, che va nella direzione di valorizzare le risorse intellettuali e imprenditoriali del territorio, anche in una congiuntura non facile per l’economia. E’ previsto l’inserimento, a rotazione e previa selezione, di 7 imprese con progetti nei settori: ICT, agroalimentare, energia, manifatturiero e servizi. Più nello specifico, gli ambiti di attività indicati come prioritari sono quelli delle energie rinnovabili, dei prodotti e/o servizi innovativi per l’industria, l’agroalimentare, il turismo, dei sistemi di qualità delle tecnologie per l’edilizia sostenibile. I progetti presentati saranno valutati e selezionati sulla base di una serie di indicatori relativi a potenzialità del progetto stesso, idea imprenditoriale, strategie aziendale, redditività, copertura finanziaria e contenuto innovativo.
Per molti l’incubatore è una tra le poche iniziative che lancia in un’area montana un’opportunità di crescita e sviluppo mettendo a disposizione spazi e ambienti, infrastrutture tecnologiche e multimediali, servizi di supporto e consulenza a neonate attività per muovere i primi passi, consolidarsi e infine insediarsi in una sede esterna definitiva. I primi riscontri in effetti sono stati positivi, con soggetti che hanno mostrato interessamento e visitato la struttura. Lo stesso presidente della Comunità Montana Mugello ha sottolineato che le imprese insediate entreranno peraltro a far parte del network degli incubatori regionali cui fa parte anche il Polo tecnologico di Navacchio, il più grande Polo scientifico italiano. C’è però anche chi storce il naso e intravede nella realizzazione dell’incubatore solo un inutile sovraccarico strutturale, funzionale più all’immagine della Comunità Montana che allo sviluppo economico e imprenditoriale del territorio. Inutile dire che una percentuale di rischio esista e che l’incubatore non faccia che ingessare lo sviluppo, divenendo più che altro un “contenitore d’impresa”, sfruttato esclusivamente come spazio in cui pinatare la propria bandiera aziendale. Il principio di fondo però è condivisibile e l’augurio è quello che il progetto funzioni, visto come detto che la crisi è lungi dall’essere superata.

Fortis Juventus: ma il libro sul Centenario s’ha da fare o no?

maggio 16th, 2009 by andreachiari

Il giallo insieme al bianco e al verde sembra un accostamento un po’ azzardato, eppure sono questi i colori che stanno accompagnando la pubblicazione di un volume sui 100 anni della Fortis Juventus, la squadra di calcio di Borgo San Lorenzo, che attualmente milita in serie D.
Le celebrazioni per il secolo di vita della società sono state tante e in linea di massima ben organizzate. La ciliegina sulla torta avrebbe dovuto essere l’uscita di un libro, curato dallo storico mugellano Aldo Giovannini, che ripercorresse attraverso immagini e parole l’intera storia della squadra, dagli albori fino ai giorni nostri. Ebbene, pare che il libro non s’abbia da fare: troppo pochi gli sponsor interessati a finanziare l’opera; a meno che non sia lo stesso autore ad accollarsi le spese, c’è dunque il serio rischio che la pubblicazione non veda mai la luce. Questa è l’intervista che lo stesso Aldo Giovannini ha rilasciato sull’argomento:

Aldo, ma è proprio vero che questo libro non s’ha da fare?
Purtroppo pare di sì. Dopo nove mesi di lavoro, di meticolosa ricerca, con impresse oltre 700 immagini di cui 600 inedite, mi sarà difficile dare alle stampe questo ponderoso volume di quasi 350 pagine di grande formato.
Domanda retorica: perché?
La richiesta di un contributo, anche modesto, inviata per lettera ufficiale a molte ditte, enti, associazioni, istituti di credito, commercianti, imprese ed altro, ha avuto una scarsissima considerazione. D’accordo che c’è crisi, ma credevo che almeno alcuni industriali e grossi commercianti, che hanno impresso molti dei loro cari e loro stessi nel libro, rispondessero positivamente. Quindi se ci sono le condizioni bene, sarà stampato e presentato, altrimenti il tutto verrà archiviato in attesa di tempi migliori.
Sarebbe davvero un peccato non veder pubblicata un’opera di questo tipo
Certo, mi dispiacerebbe che questo libro sul Centenario, dopo tanti sacrifici, dove sono inseriti nomi ed immagini fotografiche di migliaia di sportivi, dirigenti, soci, giocatori, oltre a notizie di tutte le società del Mugello, non vedesse la luce. La speranza però è l’ultima a morire.
Considerato anche che le celebrazioni finora sono state un successo
Direi che fin qui è andata molto bene: siamo riusciti, come Comitato Coordinatore, ad ottenere per la società biancoverde alcuni attestati di grande prestigio, ad esempio la pergamena di “Testimonial Telethon 2009”, l’attestato del “Premio Internazionale Le Velò - l’Europa per lo Sport”, lo Scarabeo d’oro e la pergamena ricordo da parte dell’Amministrazione Comunale, l’attestato del quotidiano “La Nazione”. E siamo ancora in attesa delle date ufficiali per le cerimonie di consegna degli attestati da parte del C.O.N.I., della F.I.G.C. Regionale e Nazionale, dell’Amministrazione Provinciale ed altri ancora.
La Fortis Juventus è stata ricevuta in udienza anche da Papa Benedetto XVI a Roma.
E’ stata una giornata bellissima ed anch’essa molto partecipata; circa 60 persone fra giocatori, dirigenti e sportivi borghigiani hanno seguito con particolare attenzione questa grandiosa cerimonia e il nome della società è stata spesso nominato nella grandiosa piazza, oltre ad essere citato anche in un articolo dell’Osservatore Romano, dove erano presenti 50.000 persone da tutto il mondo; a Benedetto XVI poi sono stati consegnati la maglia biancoverde e il gagliardetto del Centenario.
Aldilà del libro le manifestazioni proseguiranno?
Certo: domenica 21 giugno in occasione del “’900 in Fiera… Il pane in pappa”, la Fortis sarà presente per l’Annullo Filatelico del Centenario, una mostra fotografica del “Foto Club Mugello” e una partitella rievocativa con i costumi d’epoca in una piazza del centro storico. E bnon poteva essere altrimenti: l’impegno formale che ho preso davanti a tutto il consiglio direttivo della società lo scorso settembre 2008 lo onorerò fino all’ultimo, come ho sempre fatto e com’è mio costume per il bene del mio paese natale. Anche se con amarezza la storia non si può cancellare.

Motomondiale: biglietti agevolati in molti Comuni mugellani

maggio 11th, 2009 by andreachiari

La tappa mugellana del Motomondiale si avvicina e le amministrazioni locali hanno già studiato alcune iniziative per incentivare la presenza del pubblico di casa: con l’obiettivo di rendere maggiormente partecipi e coinvolti i residenti nelle attività organizzate dall’Autodromo del Mugello. Per questo la Comunità Montana Mugello e la società che amministra le attività dell’autodromo, la Mugello Circuit, hanno promosso l’iniziativa “biglietto residente Mugello” che permetterà a tutti i mugellani di acquistare il biglietto valido per i tre giorni del motomondiale al costo preferenziale di 80 € (160 il costo di listino del biglietto, 90 € per la sola domenica). Si tratta di un’opportunità a cui hanno di fatto aderito tutti i sindaci dei comuni del comprensorio. L’iniziativa, già attivata da circa due settimane, viene infatti veicolata dai vari comuni facenti parte della Comunità Montana che hanno messo a disposizione gli uffici per la prenotazione del tagliando e per il suo successivo ritiro. Il biglietto è rigorosamente nominativo, non cedibile e riservato esclusivamente ai cittadini residenti in uno dei comuni che compongono la Comunità Montana Mugello. Come ha avuto modo di sottolineare l’amministratore unico di Mugello Circuit, Paolo Poli, si tratta di “un’opportunità per vivere pienamente l’evento clou della stagione a condizioni di particolare favore, nella convinzione che l’Autodromo rappresenti una risorsa ed un’opportunità per il territorio del Mugello ed i suoi abitanti”.