Un confronto sui programmi e sulle idee per la futura amministrazione di Vicchio: un’occasione per esporre più dettagliatamente e in parallelo gli elementi chiave della propria politica, sottoponendoli al giudizio diretto dei cittadini. Era questo lo spirito dell’incontro organizzato lo scorso 22 maggio - di fatto, l’unico appuntamento in cui i quattro candidati al ruolo di sindaco, Bruno Confortini (Sinistre per Vicchio), Roberto Izzo (Pd-Ps), Raffaele Lecca (Vicchio per la libertà) e Carlo Zacconi (Per il nostro Comune), hanno avuto la possibilità di dibattere a viso aperto e senza i filtri dei rispettivi schieramenti - e in cui il sottoscritto ha fatto da moderatore. Di seguito ecco riportati dunque gli stralci più significativi dei singoli interventi.
Bruno Confortini (Prc-Verdi-Sd): “Ripartire da sinistra, con persone nuove e obiettivi nuovi”
“Non rinnegare, anzi recuperare, le radici politiche, ma con uno sguardo al nuovo”. E’ questa la sintesi politica di Bruno Confortini, che proprio sul rinnovamento, sulla partecipazione - soprattutto femminile e giovanile - sull’idea di cambiamento ha incentrato la campagna elettorale. Tanti in effetti nel programma i progetti in favore di una maggiore accessibilità dell’amministrazione per il cittadino: quali sono quelli realmente percorribili? “I vicchiesi devono tornare a partecipare direttamente alla vita amministrativa, il contesto attuale è troppo sfilacciato. Crediamo che le consulte permanenti, i consigli comunali aperti, il miglior utilizzo del sito internet, così come il ripristino di una rete civica nelle frazioni siano tutte idee semplici da realizzare”. E per donne e giovani? Aldilà dell’inserimento nella lista cosa c’è di concreto? “Per il coinvolgimento femminile è giusto ripartire da quel che di buono ha introdotto il sindaco uscente. Ma noi vorremmo integrare le iniziative esistenti valorizzando il ruolo delle donne sul piano politico e sociale. Quanto ai giovani, la principale esigenza di cui vogliamo farci carico è quella di fornire spazi di aggregazione e di confronto, come il centro autogestito e la consulta. Non mancheranno poi progetti più specifici, come un servizio di trasporto gratuito per le ore notturne verso i luoghi del divertimento”. Il paese che immagina Confortini è anche e soprattutto laico: “Occorre tornare a fare uno sforzo a sinistra, rivendicando con azioni concrete la laicità come elemento fondante della democrazia: per questo ci piacerebbe istituire il registro delle unioni civili e quello per i testamenti biologici”. Non si vive di sole idee però: urgono anche iniziative per il rilancio del tessuto produttivo. “Bisogna essere realisti e valutare la crisi per quello che è: la nostra proposta è di investire nella nuova economia, con la creazione di una rete di servizi economici, la promozione dei prodotti a ‘km 0’ e delle politiche di vicinato, fornendo poi consulenza diretta per la piccola impresa. Inoltre favorire nuove occasioni di sviluppo, ad esempio creando la ‘Strada del Marrone’ e coinvolgendo agricoltori, commercianti, nonché il tessuto ricettivo”. E sul fronte cultura? “Anzitutto valorizzare l’esistente, come le case di Giotto e del Cellini, puntando sulla ‘micro-cultura’ ma contemporaneamente facendosi conoscere in circuiti più ampi”. Una parola anche sulla questione servizi, specie quelli idrici: “L’acqua deve tornare ad essere rigorosamente pubblica, proporremo un referendum ai cittadini. Inoltre studieremo una revisione delle tariffe, per chiedere l’innalzamento della fascia sociale e la gratuità del fabbisogno minimo”.
Roberto Izzo (Pd-Ps): “Impegno concreto per il paese, non sono un uomo di divisione”
“Il centro-sinsitra è il giusto compromesso per amministrare nel modo più opportuno i prossimi cinque anni”. Parte da questa considerazione Roberto Izzo, che ribadisce anche di voler lasciare alle spalle le polemiche susseguenti le primarie: “Mi sono sempre impegnato per Vicchio e la mia cifra è la diplomazia. Da questo ho fatto ripartire il mio programma”. Il dato politico delle primarie però non può essere ignorato: “Non nascondo che si è trattato di un percorso a tratti molto complicato, con alcuni sviluppi davvero imprevisti. Ma è stata allo stesso tempo un’esperienza importantissima per Vicchio, da cui prendere spunto soprattutto per quanto riguarda la partecipazione, compresa quella giovanile. La nostra lista e il nostro programma infatti muovono proprio da questi presupposti”. A tal proposito, due tra i punti programmatici sembrano davvero decisivi: la manutenzione e la pianificazione urbanistica. “Il nostro è un programma di indirizzo, che vuole inquadrare i problemi in maniera generale e univoca. Per la manutenzione l’idea è quella di intervenire su due piani: uno operativo, grazie all’apporto di un team organizzativo allestito all’interno dello stesso Ufficio Tecnico, e uno per così dire culturale, in modo da diffondere grazie a scuole, associazioni e comitati civici, un maggior senso del rispetto per la cosa pubblica. I progetti in chiave urbanistica sono tanti, ma saranno subordinati alla valutazione che a metà mandato vogliamo fare su Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico. Su tutti resta comunque la costruzione della nuova scuola media”. E cosa dire di Vicchio est? “La scelta di ridiscutere tutto il progetto nel prossimo mandato mi è parsa consapevole. Ora potremo inquadrare gli interventi programmati nella loro dimensione più consona, che non era quella prospettata”. Ma allora rispetto al passato si predicherà la continuità o è già previsto qualche cambiamento di rotta? “Ovviamente continuità, ma al tempo stesso occorrerà dare segni tangibili di rinnovamento. Se è vero che la politica è servizio e deve essere la bussola del vivere civile, dobbiamo dare nuovo impulso all’attività dell’amministrazione, a cominciare dal ruolo della giunta e soprattutto del consiglio”. Facile ipotizzare allora anche una grande attenzione da un lato all’educazione, dall’altra al mondo del lavoro: “Vogliamo investire sull’educazione, ponendola come base per lo sviluppo culturale e al contempo mantenere alta la guardia sul problema dell’occupazione e delle sinergie col mondo imprenditoriale locale. Vicchio dovrà fare da prodotto-paese, offrendo le sue tipicità”.
Raffaele Lecca (Lista Civica “Vicchio per la libertà”): “Cambiare l’amministrazione, coinvolgendo tutto il tessuto sociale”
Nessuna logica di partito, nessuno spostamento a destra o a sinistra: ma la necessità secondo Raffaele Lecca è quella di “cambiare l’amministrazione, il modo di amministrare il paese. La scelta di presentarsi come lista civica è proprio dettata dalla volontà di coinvolgere il tessuto sociale nel suo complesso, senza essere per forza legati a degli schieramenti”. Un programma molto concreto, in cui forse la priorità più urgente è il sostegno alle famiglie: “Riteniamo che non servano più di 700-800mila euro per gli interventi di primaria importanza, soldi che possiamo agevolmente risparmiare limitando consulenze e incarichi all’esterno. Vorremmo erogare gratis il servizio mensa e quello di trasporto, prevedere sgravi e contributi per famiglie in difficoltà, garantire i bonus bebè”. Oltre agli aiuti alla persona c’è anche la riqualificazione del paese: “Dobbiamo restituire interesse al centro storico, un obiettivo che si raggiunge non solo migliorando la vivibilità - ad esempio eliminando gli assurdi dissuasori di parcheggio - e il decoro, ma anche incentivando le attività commerciali grazie alla detassazione delle imposte comunali e alla creazione di un mercato dei prodotti locali”. Il rilancio dell’economia non può però passare solo da qui: “Occorre promuovere l’occupazione in loco, magari concedendo agevolazioni per l’utilizzo dei capannoni industriali, potenziando i servizi turistici e soprattutto aprendo ai privati”. Servirà anche una rilettura in merito all’edilizia e all’urbanistica? “L’impianto normativo è da ripensare: il Comune ha adottato misure strettissime in materia, prevedendo che un’unità familiare abbia diritto al massimo a 75 mq di superficie abitativa, quando poi la ristrutturazione dei fabbricati agricoli ne consente almeno il doppio. L’obiettivo è di arrivare a riscrivere Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico”. Quanto alla prospettiva di nuove infrastrutture? “Nessuno ci vieta di pensare alla realizzazione del sottopasso sulla provinciale, a un nuovo ponte sulla Sieve, a una seria riqualificazione delle nostre strade, ben sapendo che si tratta di interventi che non dipendono solo dal Comune di Vicchio”. Non manca neppure una valutazione dello scenario culturale: “Il nostro è un territorio ricco: dobbiamo far di più per valorizzarlo e la prima mossa è una profonda sinergia che unisca Comune, scuole e associazioni”. Infine, il nodo delle partecipate: “Dobbiamo uscire da questo meccanismo perverso, per il quale anche le amministrazioni attuali hanno la loro parte di responsabilità”.
Carlo Zacconi (Lista Civica “Per il nostro Comune”): “Un nuovo progetto amministrativo, uno sviluppo in prospettiva”
Pensare ad un’amministrazione diversa, che non trascuri la propria storia politica che ma che rappresenti lo spaccato reale del territorio: è questa l’idea che propone Carlo Zacconi, che parla apertamente di “un nuovo progetto per amministrare Vicchio, che si sviluppi nella prospettiva lunga dei cinque anni di mandato”. Cos’è dunque prioritario nel programma? “In linea di massima la buona amministrazione, in particolare la capacità di reperire le risorse necessarie dal punto di vista economico, umano, di gestione, la semplificazione per il cittadino, garantendo al cittadino la piena accessibilità ai servizi, e la trasparenza informativa dell’attività interna al Comune. Mi viene in mente ad esempio la pubblicazione in tempo reale degli atti amministrativi sul sito web comunale”. Ma che strada sarà opportuno imboccare per cogliere questi risultati? “Senza dubbio quella della creazione di un doppio binario che colga sia gli obiettivi del quotidiano che quelli a lungo termine. I fronti possono essere molteplici: dalla scuola all’assistenza agli anziani, dal turismo alla connettività internet”. Impossibile produrre un simile sforzo senza appoggiarsi alla rete civica e associativa: “L’intero territorio va concepito come un’unica entità, la progettualità va definita in maniera comune: per questo sarà necessario il sostegno e il riconoscimento, anche economico, a tutte le realtà associative del paese”. Una questione che si riverbera anche sull’offerta turistica e culturale: “Dobbiamo assolutamente rivitalizzare i luoghi della cultura, fornendo proposte turistiche più diversificate”. Basterà questo a ridare linfa al tessuto produttivo? “Serviranno ovviamente anche altre cose, come la progettazione accurata di servizi comunitari, ad esempio la possibilità per le famiglie in difficoltà di beneficiare dei prodotti coltivati negli orti sociali o la creazione di una cooperativa per la raccolta dei rifiuti porta a porta, o ancora l’investimento sull’economia locale”. Un tema centrale è anche quello della viabilità e delle infrastrutture: “Anche in questo caso non si potrà prescindere dal far riferimento a quel doppio binario: nel quotidiano si dovrà pensare ai problemi più urgenti, in prospettiva invece si analizzeranno via via le opportunità di grandi progetti”. E i servizi? “Dobbiamo riappropriarcene, partendo da progetti come la quota di fabbisogno minimo gratuita, la promozione dell’uso dell’acqua potabile comunale, l’investimento su forme di risparmio dei consumi”.