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Nuovo incendio alla Gawi di Borgo San Lorenzo: è il terzo in un anno e mezzo

lunedì, luglio 13th, 2009

(fonte: www.radiomugello.it)Per la terza volta negli ultimi 18 mesi molti mugellani hanno visto una colonna di fumo salire minacciosamente verso l’alto, domandandosi cosa potesse essere accaduto. Sabato scorso, nelle ore centrali del pomeriggio, è bastato provare a localizzare a grandi linee l’origine della densa nube verticale per rendersi conto che si trattava nuovamente della Gawi, società specializzata nel trattamento dei rifiuti il cui impianto è situato a La Torre, tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve. Come detto è il terzo incidente di questo genere dal 2008. La società è nata - sfruttando un’ironia un po’ cinica - dalle ceneri della Toscana Recuperi, occupandosi di smaltimento dei rifiuti e raccolte differenziate , anche se ormai da anni si è specializzata nella rottamazione delle auto.

La prima infausta occasione si verificò il 20 febbraio 2008, creando peraltro una certa apprensione nella popolazione del Mugello, preoccupata dai possibili effetti tossici. Le fiamme rimasero vive per un’intera giornata e la colonna di fuoco e fumo sprigionatasi fu visibile da diversi chilometri di distanza. A causare l’incendio in tale circostanza sembrò essere stato il mal funzionamento di un nuovo macchinario. Un secondo incendio ebbe luogo all’inizio di agosto dello scorso anno, per fortuna con conseguenze molto più limitate: in quel caso le fiamme si svilupparono durante la notte, in assenza di attività lavorative e furono domate in tempi relativamente brevi. Venne valutata anche l’ipotesi del gesto doloso ma le indagini ad oggi non hanno portato ad alcuna conclusione. Sabato pomeriggio una nuova colonna di fumo nero ha oscurato il cielo sopra Borgo San Lorenzo: il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile, con il sostegno di reparti provenienti da fuori zona, ha permesso di contenere lo sviluppo dell’incendio che già intorno alle 19,30 poteva considerarsi domato, anche se per tutta la serata ancora un po’ di fumo si è levato dal piazzale adiacente l’impianto. Un forte odore di gomma bruciata, presumibilmente di pneumatici delle auto in rottamazione, era percepibile anche negli abitati più vicini.

I Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine a questo punto dovranno individuare le cause di questo nuovo incendio per rassicurare i cittadini sull’attività svolta dalla Gawi, perchè tre eventi di questa portata nell’arco di un anno e mezzo sono francamente troppi per essere attribuiti solo al caso. Come già avvenuto nelle altre occasioni con molta probabilità la Provincia sospenderà l’autorizzazione all’ex Toscana Recuperi in attesa degli esiti delle indagini anche dei propri uffici sul rispetto delle normative e delle prescrizioni previste dalla legislazione e dagli atti amministrativi. Intanto il Comune di Borgo San Lorenzo, sulla base dei pareri espressi da Arpat e Asl, ha prontamente emesso a scopo precauzionale un’ordinanza che “con decorrenza immediata e fino all’adozione di successivi provvedimenti” vieta “il consumo umano di prodotti agricoli coltivati nella zona circostante la Gawi per un raggio di 3 Km, senza che siano preventivamente ben lavati con acqua corrente”. Sempre nel raggio di 3 Km dall’impianto è fatto divieto di uso dell’acqua di bacini di raccolta all’aperto.
E’ abbastanza inquietante che si siano verificati a così breve distanza l’uno dall’alto tre episodi di simile portata, soprattutto in considerazione del fatto che la Gawi opera in un settore a rischio e che all’interno dell’impianto sono stoccati grossi cumuli di rifiuti speciali come carcasse di autoveicoli, rottami ferrosi, pneumatici, materiali elettrici e rifiuti in plastica che dai primi rilievi “risultano parzialmente o totalmente combusti”. Il dolo anche in questo caso può essere una strada percorribile (c’è chi racconta di aver visto movimenti sospetti poco prima del fatto nei pressi dello stabilimento) ma non può essere un alibi: è indubbio infatti che grosse responsabilità pesino sulla società, colpevole di evidenti negligenze nei controlli e nella sicurezza. I più maligni dicono addirittura che gli amministratori si stiano divertendo a truffare le assicurazioni, ma si tratta - per fortuna probabilmente - solo di voci. Quel che è certo è che sulle sorti della Gawi occorrerà condurre una seria riflessione, valutando tutti gli elementi in gioco, onde evitare che nuovo fumo si alzi sopra le teste dei cittadini mugellani.