Nuovo incendio alla Gawi di Borgo San Lorenzo: è il terzo in un anno e mezzo

(fonte: www.radiomugello.it)Per la terza volta negli ultimi 18 mesi molti mugellani hanno visto una colonna di fumo salire minacciosamente verso l’alto, domandandosi cosa potesse essere accaduto. Sabato scorso, nelle ore centrali del pomeriggio, è bastato provare a localizzare a grandi linee l’origine della densa nube verticale per rendersi conto che si trattava nuovamente della Gawi, società specializzata nel trattamento dei rifiuti il cui impianto è situato a La Torre, tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve. Come detto è il terzo incidente di questo genere dal 2008. La società è nata - sfruttando un’ironia un po’ cinica - dalle ceneri della Toscana Recuperi, occupandosi di smaltimento dei rifiuti e raccolte differenziate , anche se ormai da anni si è specializzata nella rottamazione delle auto.

La prima infausta occasione si verificò il 20 febbraio 2008, creando peraltro una certa apprensione nella popolazione del Mugello, preoccupata dai possibili effetti tossici. Le fiamme rimasero vive per un’intera giornata e la colonna di fuoco e fumo sprigionatasi fu visibile da diversi chilometri di distanza. A causare l’incendio in tale circostanza sembrò essere stato il mal funzionamento di un nuovo macchinario. Un secondo incendio ebbe luogo all’inizio di agosto dello scorso anno, per fortuna con conseguenze molto più limitate: in quel caso le fiamme si svilupparono durante la notte, in assenza di attività lavorative e furono domate in tempi relativamente brevi. Venne valutata anche l’ipotesi del gesto doloso ma le indagini ad oggi non hanno portato ad alcuna conclusione. Sabato pomeriggio una nuova colonna di fumo nero ha oscurato il cielo sopra Borgo San Lorenzo: il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile, con il sostegno di reparti provenienti da fuori zona, ha permesso di contenere lo sviluppo dell’incendio che già intorno alle 19,30 poteva considerarsi domato, anche se per tutta la serata ancora un po’ di fumo si è levato dal piazzale adiacente l’impianto. Un forte odore di gomma bruciata, presumibilmente di pneumatici delle auto in rottamazione, era percepibile anche negli abitati più vicini.

I Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine a questo punto dovranno individuare le cause di questo nuovo incendio per rassicurare i cittadini sull’attività svolta dalla Gawi, perchè tre eventi di questa portata nell’arco di un anno e mezzo sono francamente troppi per essere attribuiti solo al caso. Come già avvenuto nelle altre occasioni con molta probabilità la Provincia sospenderà l’autorizzazione all’ex Toscana Recuperi in attesa degli esiti delle indagini anche dei propri uffici sul rispetto delle normative e delle prescrizioni previste dalla legislazione e dagli atti amministrativi. Intanto il Comune di Borgo San Lorenzo, sulla base dei pareri espressi da Arpat e Asl, ha prontamente emesso a scopo precauzionale un’ordinanza che “con decorrenza immediata e fino all’adozione di successivi provvedimenti” vieta “il consumo umano di prodotti agricoli coltivati nella zona circostante la Gawi per un raggio di 3 Km, senza che siano preventivamente ben lavati con acqua corrente”. Sempre nel raggio di 3 Km dall’impianto è fatto divieto di uso dell’acqua di bacini di raccolta all’aperto.
E’ abbastanza inquietante che si siano verificati a così breve distanza l’uno dall’alto tre episodi di simile portata, soprattutto in considerazione del fatto che la Gawi opera in un settore a rischio e che all’interno dell’impianto sono stoccati grossi cumuli di rifiuti speciali come carcasse di autoveicoli, rottami ferrosi, pneumatici, materiali elettrici e rifiuti in plastica che dai primi rilievi “risultano parzialmente o totalmente combusti”. Il dolo anche in questo caso può essere una strada percorribile (c’è chi racconta di aver visto movimenti sospetti poco prima del fatto nei pressi dello stabilimento) ma non può essere un alibi: è indubbio infatti che grosse responsabilità pesino sulla società, colpevole di evidenti negligenze nei controlli e nella sicurezza. I più maligni dicono addirittura che gli amministratori si stiano divertendo a truffare le assicurazioni, ma si tratta - per fortuna probabilmente - solo di voci. Quel che è certo è che sulle sorti della Gawi occorrerà condurre una seria riflessione, valutando tutti gli elementi in gioco, onde evitare che nuovo fumo si alzi sopra le teste dei cittadini mugellani.

3 risposte a “Nuovo incendio alla Gawi di Borgo San Lorenzo: è il terzo in un anno e mezzo”

  1. un dipendente scrive:

    Carissimi divulgatori di menzogne (senza offesa) , dovreste sapere che gli ultimi incendi sono stati di origine dolosa, tale conclusione e’ stata confermata sia dai vigili del fuoco sia dalle forze dell’ordine che indagano sull’accaduto.
    In relazione al secondo incendio (06 /08/08) le fiamme sono divampate alle 23:00 circa su cumuli di pneumatici parzialmente bagnati causa la pioggia caduta nel pomeriggio.
    Secondo determinate caratteristiche merceologiche di tali rifiuti (pneumatici) dovreste sapere che si incendiano sono ad alte temperature che possono essere raggiunte con la contaminazione degli stessi con benzine o combustibili altamente infiammabili che appunto provano il dolo.
    In relazione all’ ultimo incendio esso e’ si e’ generato in un giorno festivo non lavorativo e che anche questa volta ha interessato pneumatici e carcasse di auto gia’ bonificate che dimostra in modo inconfutabile che il dolo da parte di terzi e’ evidente. A conferma di cio’ e’ gia’ stato tutto relazionato nel rapporto dei vigili del fuoco e su chi indaga sull’accaduto (carabinieri). A conforme di una corretta gestione dell’impianto sono pervenuti anche il complimeni dei vigili del fuoco per l’ ottima strumentazione antincendio che ha permesso di domare le fiamme in meno di un’ora.
    In riferimento all’ aspetto assicurativo dovete sapere che l’azienda non e’ assicurata per gli incendi dolosi e che da essi ha tutto da perderci.
    Prima di diffamare nella speranza di una chiusura dell’ azienda dovreste sapere che ci lavorano oltre 40 persone che hanno percepito lo stipendio fino ad oggi senza un’ ora di cassa integrazione.
    Per ultimo la Societa’ Toscana Recuperi srl esiste sempre ed opera attivamente in quanto azienda del gruppo ed entrambi le societa’ risultano essere certificate ISO 9001 e ISO 14000.
    Oltre a quanto detto dovete sapere che l’azienda tratta la dismissione dei veicoli fuori uso da oltre 20 anni e non da poco, inoltre tratta altri 120 tipologie di rifiuti ed convenzionata con tutti i consorzi nazionali di riciclaggio Comieco Conai Rilegno Ecodom Corepla ed ha una importanza strategica per la raccolta del bacino di utenza del Mugello.
    Perche’ non pubblicate queste di notizie.
    Chi le scrive e’ un dipendete dalla paga piuttosto modesta che non divide certe gli utili dei bilanci, che pero’ non sopporta l’ipocrisa e il divulgare il falso in modo sconsiderato come fate voi .
    Grazie saluti

  2. Marco scrive:

    Caro dipendente,

    sarei dispiaciuto dei risvolti occupazionali derivanti dalla cessazione della vostra attività e nessuno mi sembra abbia accusato il personale di imperizia.
    Sono altresì dispiaciuto per la nube tossica che ha ammorbato me e i miei cari nel pomeriggio e soprattutto nella tarda serata di sabato quando l’aria è diventata irrespirabile per il “fall out” della nube depositando chissà quanta diossina sul terreno della periferia ovest di Borgo e nei nostri polmoni…
    C’è la possibilità che non si possa coltivare più niente per chissà quanti anni per non parlare degli effetti seriamente tossici e cancerogeni anche di piccole quantità di diossina, figuriamoci di una nube tossica!

    Se ci sono fatti dolosi estranei a GAWI che la proprietà si faccia avanti e denunci di essere stata oggetto di minacce o estorsioni, altrimenti mi perdoni ma non vedo movente per 2 incendi dolosi di questa portata a meno che lo scrivente non abbia ragione in merito alle ipotesi di truffa assicurativa.
    Perchè ad esempio GAWI non ha predisposto un servizio di video-sorveglianza dopo il primo episodio? E ne disporrà uno in caso la sua attività non venga, come auspico, cessata d’ufficio?

    Un impianto che presenta tali rischi, purtroppo evidenziatisi in tutta la loro drammaticità, non può operare a un solo kilometro da una grande centro abitato.

    Stasera non ci sono zanzare, non era mai successo questa estate…..

  3. andreachiari scrive:

    Caro dipendente e caro Marco,
    grazie anzitutto per i commenti che esprimono due posizioni diverse ma parimenti legittime. Il mio post su questo blog (che non è propriamente un organo di informazione, visto che non è aggiornato con una periodicità definita e non fa capo a nessun editore, se non indirettamente alla testata che ha messo a disposizione questo spazio) non voleva certo alludere al fatto che gli incendi non potessero in alcun modo essere di natura dolosa: anzi, le indagini provano proprio che il dolo c’è stato. Ciò non toglie che tre episodi così simili in un periodo di tempo così ristretto diano da pensare. E’ inutile girarci intorno: nessuno vuol mettere in dubbio la serietà dell’azienda e di chi ci lavora - che anzi rischia di rimetterci per responsabilità non sue - ma proprio per la natura del settore in cui opera e vista la delicatezza delle problematiche che possono essere connesse a eventuali incidenti, non è del tutto normale che alla Gawi ci siano stati tre incendi in 18 mesi. Altrimenti si finisce a fare come la donna che dà di scostumata alla rivale in amore per paura che l’altra lo dica a lei. A conforto di questa mia considerazione credo ci sia l’ordinanza di sospensione dell’attività emessa venerdì dal sindaco di Borgo, che è un provvedimento che genererà purtroppo delle difficoltà ma che credo vada inteso come un’ulteriore atto di tutela verso l’azienda e verso tutta la cittadinanza.
    Quanto alle zanzare o ad eventuali contaminazioni, beh, anche in questo caso bisognerebbe approfondire: per quanto ne so i primi rilievi sembrano essere rassicuranti e persone a me vicine che hanno terreni nei pressi dell’area non hanno fatto cenno a situazioni critiche.
    Chiudo dicendo che è vero, spesso i giornalisti pur di inseguire e scovare la notizia (credetemi, un esercizio di immane difficoltà, lungo un percorso irto di ostacoli e miraggi) finiscono col raccontare una verità incompleta, addirittura distorcendo l’informazione reale, pura. Ma ogni messaggio comunicativo, per la stessa natura dei soggetti che se lo scambiano, per il mezzo e il canale di diffusione scelti, per il contesto in cui lo si produce, è inevitabilmente alterato e mai perfettamente aderente alla realtà. E’ una regola fastidiosa ma implacabile e bisogna esserne consapevoli.

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