A Firenze disobbedienza civile per la trippa

luglio 30th, 2009 by guido

La giunta comunale di Firenze ha approvato una delibera per salvare i tradizionali “trippai”, i venditori ambulanti di panini e vino che rischiavano la chiusura dopo che una nuova legge italiana, recependo direttive della Ue, ha vietato la vendita di alcool in strada. Con la delibera i trippai vengono equiparati ad altri esercizi commerciali come trattorie e ristoranti, e ne viene quindi scongiurata la chiusura.
Già negli scorsi giorni la vicenda aveva interessato la stampa estera, con “The guardian” che riprendeva l’appello di Renzi alla “disobbedienza civile”:

“Il sindaco di Firenze ha lanciato una campagna di disobbedienza civile per difendere il diritto dei toscani a godersi un panino con la trippa e un bicchiere di vino.
Da tempi immemorabili, i fiorentini sono abituati a frequentare i mercati nel centro cittadino per mangiare un panino con la trippa, innaffiato da un bicchiere di vino rosso, conosciuto anche come gottino.
Da questa settimana una nuova legge contro la vendita di alcool in strada, ispirata a una direttiva europea, ha reso questo semplice piacere un crimine.
Quasi 200 trippai e altri venditori ambulanti rischiano multe fino a 12.000 euro se sorpresi a vendere vino, e la multa può arrivare fino a 30.000 euro se la vendita avviene dopo mezzanotte.
“Questa legge è una disgrazia e va assolutamente abolita” ha detto il neo-sindaco Matteo Renzi, 34 anni “se qualcuno dei miei consiglieri comunali la pensa diversamente, si beva una Coca Cola e poi lasci il gruppo di maggioranza”.
La nuova legge ha portato l’Italia in linea con il resto dell’Unione Europea nella lotta al vandalismo provocato dalla vendita di alcool in strada e fuori dagli stadi.”

La Francia plaude al nucleare italiano

luglio 14th, 2009 by guido

L’approvazione del “pacchetto per lo sviluppo” che dà ufficialmente il via alla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia ottiene il plauso del francese “Le Monde”, che ricorda come il referendum che abolì il nucleare 22 anni fa arrivò proprio in un periodo in cui la ricerca italiana in materia era all’avanguardia.

“Approvato definitivamente al Senato il 9 luglio” scrive il quotidiano d’Oltralpe “l’Italia mette fine a più di vent’anni di rifiuto dell’energia atomica. Nel novembre 1987, pochi mesi dopo la catastrofe di Chernobyl, gli italiani scelsero con un referendum di smantellare i siti nucleari e fermare la costruzione di nuove centrali mentre il loro paese era da lungo tempo un pioniere nell’energia atomica. Roma oggi spera di ridurre del 30% i costi dell’energia.
Questo voto, arrivato in pieno summit G8, non è stato oggetto di nessuna polemica politica.[...] Secondo il ministro dell’Industria Claudio Scajola,”la sensibilità italiana è cambiata”. Tre ragioni spiegano questo cambiamento. In primo luogo, l’Italia dipende per l’85% dall’estero per i suoi approviggionamenti energetici e per questo i kilowattora costano 1,6 volte più cari della media europea. In secondo luogo, i Verdi sono spariti dal Parlamento. Infine, il centrodestra dispone di una maggioranza compatta.
Il centrosinistra ha disapprovato evocando “un passo indietro di 20 anni”. L’organizzazione ecologista Legambiente critica la scelta che arriva “troppo tardi”. Considerato che ci vorranno due decenni per realizzare il programma, i responsabili ritengono che sarebbe stato meglio impiegare quei soldi nella ricerca di energie rinnovabili (solare, eolico…).
[...] Resta il problema dei siti e della formazione dei tecnici. Roma si è data sei mesi per decidere i criteri di scelta delle future zone di impianti attraverso la creazione di un’agenzia per la sicurezza nucleare. Questi mesi serviranno per convincere i governi locali ad accogliere gli impianti. Già da ora due regioni, Sicilia e Veneto, hanno dato parere positivo a certe condizioni.
La configurazione dell’Italia e la presenza di numerose zone sismiche limitano le possibilità di scelta. Nel caso in cui le contropartite finanziarie non basteranno a convincere i politici locali e gli abitanti, si dichiareranno queste zone “luoghi di interesse strategico”. Una maniera per mettere questi posti sotto il diretto controllo dello Stato centrale.”

© Le Monde.fr

La stampa Usa impietosa sul G8 in Italia

luglio 7th, 2009 by guido

La stampa internazionale si scatena per i disguidi nell’organizzazione del G8 in Italia. Se “The Guardian” arriva a citare una presunta proposta di espellere l’Italia dagli 8 grandi in favore della Spagna - più una provocazione che una vera proposta - il “Wall Street Journal” dedica un lungo e impietoso articolo sull’organizzazione italiana del G8 a L’Aquila, citando commenti preoccupati da parte dei capi di stato esteri. Inoltre, il quotidiano finanziario evidenzia come l’organizzazione del G8, anzichè favorire le zone terremotate, abbia rallentato la ricostruzione.

“Da padrone di casa della riunione degli Otto grandi a L’Aquila, il premier italiano Berlusconi cerca di evitare potenziali guai, di natura naturale e politica.
L’Aquila, luogo del devastante terremoto di aprile, continua a tremare, tanto che gli organizzatori hanno approntato un piano di evacuazione per Obama e gli altri leader [...]
Intanto i consiglieri di Berlusconi cercano di evitare altre scosse di diversa natura: nuovi articoli della stampa sulla vita personale del premier. Domenica la presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato in cui si minacciano azioni legali in caso di pubblicazione di altre fotografie non autorizzate nei giorni del G8. “Stiamo provando a prevenire un crimine” spiega il legale del premier, Niccolò Ghedini “Se sai che qualcuno sta per spararti, è normale chiamare la polizia”.[...]
Berlusconi resta popolare in Italia, dove beneficia di un’opposizione debole e di un ampio sostegno tra gli elettori che si sono abituati ai suoi comportamenti con le donne. Tuttavia un diplomatico italiano afferma che i problemi del premier rischiano di far passare in secondo piano le proposte in politica estera, agguingendo di sperare che il G8 permetta di voltare pagina.[...]
Fuori dai confini italiani, molti analisti sostengono che le controversie su Berlusconi potrebbero influenzare i comportamenti degli altri leader. Ulrike Guérot, analista politica a capo dell’ufficio di Berlino per le Relazioni Estere, ha spiegato che la cancelliera tedesca Angela Merkel, che a settembre dpvrà affrotnare le elezioni in patria, dovrebbe particolare attenzione vista la propensione di Berlusconi a comportamenti scherzosi di fronte a telecamere e macchine fotografiche. “Deve stare attenta alle foto che farà con Berlusconi, pensando a come potrebbero essere usate in campagna elettorale”.
Spostando il summit a L’Aquila, Berlusconi intendeva portare l’attenzione del mondo sulla necessità di ricostruire la città. A pochi giorni dall’inizio, tuttavia, è chiaro che l’organizzazione del summit è diventata una distrazione rispetto alla ricostruzione. Il centro storico della città rimane senza acqua corrente ed elettricità, e gli abitanti continuano ad abitare nelle tende fuori dalla città.
Venerdì, L’Aquila è stata colpita da una scossa di magnitudo 4,1. La protezione civile ha iniziato a preparare un piano di evacuazione per i leader del G8 in caso di una forte scossa. Mauro Dolce, il ersponsabile della protezione civile che sta monitorando l’attività sismica, ha affermato che durante il summit sono attese almeno 20 scosse di una magnitudo tra 1 e 3.”

Ancora più critico l’inglese Daily Teleghraph, che si concentra su Mara Carfagna, scelta da Berlusconi per accogliere le first lady del G8, il ruolo che toccherebbe di norma alla moglie del premier, ma che in questo caso, per ovvi motivi, non è possibile.

“Berlusconi sceglie una ex modella in topless come escort (chiaro il doppio senso nella scelta del termine ndr.).
Il 72enne premier italiano ha scelto Mara Carfagna - ora ministro delle Pari opportunità - per fare gli onori di casa a Michelle Obama e Sarah Brown. L’ex concorrente di Miss Italia sarà affiancata da un’altra giovane componente del governo, il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. berlusconi ha detto di aver scelto le due ministre come ricompensa per la lealtà dimostrata nel difenderlo dalle recenti accuse riguardo la sua vita privata.
Ma la scelta ha scatenato una “guerra fredda” con le altre due ministre del governo Berlusconi, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo.”

Il mistero dei falsi bond Usa

giugno 29th, 2009 by guido


Il New York Times dedica ampio spazio ad una vicenda avvenuta in Italia e di cui i media nostrani hanno parlato molto poco, ovvero il sequestro al confine tra Italia e Svizzera di titoli di stato Usa del valore complessivo di 134 miliardi di dollari e poi rivelatisi falsi. I bond, sequestrati il 3 giugno scorso, erano in possesso di due uomini di mezza età con passaporto giapponese, ma solo in questi giorni il ministero del Tesoro Usa ha ufficializzato che quei titoli erano falsi. Il portavoce ha aggiunto che di questo tipo di titoli sono rimasti sul mercato bond per 105 milioni di dollari, per cui l’ammontare di 134 miliardi di dollari sequestrato va ben aldilà degli strumenti finanziari disponibili.
“Il governo giapponese, o qualche altra nazione creditrice degli Usa, stava cercando in questo modo di svalutare il dollaro?” si chiede il quotidiano di New York “Oppure la mafia italiana ha rubato l’equivalente dell’1% del Pil americano per convertire il tutto in moneta? Più che di bond, la vicenda sembra riguardare James Bond. Un controllo alla frontiera sulle Alpi, due uomini d’affari che viaggiano su un treno locale, e che dicono di non avere niente da dichiarare. e una valigetta con doppio fondo che contiene bond degli Stati Uniti dal valore nominale stratosferico.
In tutto, la Guardia di finanza italiana ha confiscato 249 bond, ognuno del valore presunto di 500 milioni di dollari, e 10 bond con un valore nominale di 1 miliardo di $ ciascuno.
Peccato che fosserotutti falsi.[...]
Il più alto valore mai stanziato per un bond dal Dipartimento del Tesoro è di 10.000 dollari. La Guardia di finanza ha affermato che alcuni dei titoli erano “Kennedy bond” degli anni ‘30, ma questi bond non sono mai esistiti.”

Come riportato del NYT, il ritardo con cui il Tesoro Usa e le autorità italiane hanno confermato che i bond erano falsi ha suscitato molti dubbi nella blogosfera e nei mezzi di informazione indipendenti. Asia News, ad esempio, oltre a denunciare la scarsa risonanza internazionale di una vicenda così particolare, fa notare una presunta incongruenza nelle varie versioni dei fatti. In primo luogo, i due cittadini giapponesi, una volta accertate le generalità, sono stati rilasciati.
“Se la GdF avesse avuto elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti (anche per un valore molto, molto inferiore) era tenuta ad arrestare i due giapponesi. In caso contrario, l’ufficiale della GdF poteva lui stesso essere incriminato. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò luogo senza che la GdF avesse raggiunto la convinzione che i titoli erano autentici. ” scrive il sito.
In secondo luogo, nel comunicato del 12 giugno dell’agenzia Bloomberg, si parla per la prima volta dei “Kennedy bond2 del 1934. Di questo particolare non si troverebbe però traccia nel comunicato diramato dalla GdF.
“Dopo due settimane dal sequestro un lancio della Bloomberg il 18/6, riporta le affermazioni del portavoce del Tesoro americano, Stephen Meyerhardt: (“sono chiaramente falsi”). In una diversa intervista, Meyerhardt afferma di non aver visto le obbligazioni se non da una foto su internet. In due settimane, dopo che erano stati subito allertati i servizi sia italiani che americani, nessuno del Tesoro americano si è precipitato in Italia per verificare i titoli e l’analisi è talmente semplice che basta una foto presa da internet. Subito dopo il sequestro, la GdF aveva dichiarato che se si trattava di contraffazione, i falsi erano praticamente indistinguibili dai titoli autentici. A Meyerhardt invece è bastata una foto su internet. ” conclude Asia News.

Patrizia D’Addario sul Sunday Times

giugno 23rd, 2009 by guido

Una notte nell’harem di Berlusconi
di John Follain (Sunday Times)

La notte dell’elezione di Barack Obama alla presidenza Usa, lo scorso novembre, il premier Italiano Silvio Berlusconi duede un parti a lume di candela con tre bellissime donne a Palazzo Grazioli, la sua lussuosa residenza romana.
Una delle ospiti, un’ex attrice ed escort di nome Patrizia D’Addario, 42 anni, racconta che lui le chiese di restare per la notte. Non solo, ma lei afferma di aver registrato le conversazioni che seguirono.
“Vai ad aspettarmi nel letto grande” le avrebbe detto il 72 enne miliardario in un estratto dei nastri che sarebbe finito nelle mani di un giornale italiano.
Secondo la D’Addario, lo staff di Berlusconi gli ricordò che era atteso ad un incontro organizzato dalla Fondazione Italia-Usa per seguire i risultati delle elezioni, ma il premier rimase a casa, e fu informato solo più tardi della vittoria di Obama.[...]
La storia della D’Addario è stata confermata dalla sua amica Barbara Montereale, 23 anni, una ragazza immagine che dice di averla accompagnata alla cena del 4 novembre e a un evento simile due settimane prima.
La Montereale ha rivelato in un’intervista che la D’Addario le disse di aver fatto sesso con Berlusconi la notte della vittoria di Obama.[...]
La D’Addario racconta così il suo incontro con Berlusconi, due settimane prima della cena del 4 novembre.
“Ho lavorato nel teatro e sono esperta di make-up. Lui aveva un sacco di trucco. Sembrava arancione e quando rideva si vedevano le rughe”.
Berlusconi la baciò sulle guance, la abbracciò e disse “Ciao, sono Silvio. Sei molto carina”.
Si sedettero su un divano e lui le chiese “Da dove vieni? Che cosa fai?”. Lei gli raccontò di un complesso residenziale che voleva costruire sul terreno di proprietà della famiglia, dicendo che aveva difficoltà ad ottenere i permessi.
Per più di un’ora Berlusconi mostrò ai suoi ospiti un filmino delle sue visite alla Casa Bianca, del G8 e in campagna elettorale. “E’ stata una noia mortale” racconta la D’Addario.
L’ultimo filmino includeva la canzone “Meno male che Silvio c’è”, e molte delle donne presenti iniziarono a cantare e ad agitare le braccia a tempo.[...]
A un certo punto della cena, Berlusconi disse “Qui c’è una ragazza che ha perso la fiducia negli uomini e io le farò cambiare idea. La farò volare su un jet privato e le farò vedere che gli uomini non sono come crede”.
Irritata, la D’Addario replicò “Che stai facendo, ti prendi gioco di me?”.
Berlusconi rispose “Sì, io so tutto”. La D’Addario si convinse che lui si era informato sul suo passato.[...]
La D’Addario racconta che dopo la cena disse di volersene andare perchè era stanca, e il suo accompagnatore Giampaolo le disse che in quel caso le avrebbe dato solo 850 € dei 1700 pattuiti. Il giorno delle elezioni in Usa Giampaolo la ricontattò dicendole che il presidente voleva vederla. Perchè ha accettato “Perchè dovevo farlo” risponde la D’Addario, senza dare spiegazioni.
Alle 22.30 fu accompagnata a Palazzo Grazioli assieme ad altre ragazze tra cui la Montereale, e Berlusconi la accolse dicendo “Sono contento di rivederti, ti stavo aspettando”.[...]
La D’Addario ha raccontato di aver registrato la serata e di essersi fotografata di fronte a uno specchio con vicino la foto in cornice di Veronica Lario. Perchè ha registrato l’incontro? “Ho ritenuto più sicuro filmare e registrare tutto, e Berlusconi mi aveva fatto una promessa ed è stato molto gentile con me. Ho avuto seri problemi con un uomo in passato, e mi sento più sicura girando con un registratore”
Fu poi riaccompagnata in hotel. “Quando aprii la porta della suite, una delle due ragazze che se ne erano andate dopo cena mi disse ridendo ‘Hai avuto la busta?’. Ma io non avevo ricevuto nessuna busta”
Anche se la D’Addario è stata poi scelta come candidata in un’elezione locale nel Popolo delle libertà, la promessa di Berlusconi di aiutarla con i permessi edilizi non si è materializzata, e la donna gli si è rivoltata contro.
La D’Addario, la Montereale e altre due donne sono state ascoltate come testimone dal procuratore di Bari Giuseppe Scelsi, che sta conducendo un’indagine su Giampaolo Tarantini, un imprenditore sospettato di corruzione e sfruttamento della prostituzione.

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Fiat-Chrysler: ci siamo

giugno 10th, 2009 by guido


Come in una sceneggiatura hollywoodiana, quando tutto sembra volgere al peggio arriva l’inevitabile lieto fine.
Dopo la sentenza che bloccava l’accordo tra Fiat e Chrysler, la Corte Suprema degli Usa ha dato il via libera all’accordo.

“La Fiat è la nuova proprietarie dei maggiori asset di Chrysler” scrive la Associated Press “mercoledì ha chiuso l’accordo che salva l’azienda americana dalla liquidazione e mette una nuova compagnia nelle mani dell’AD di Fiat.
L’accordo crea una nuova compagnia chiamata Chrysler Group LLC, che è libera dai milioni di debiti e da tutti i fardelli che gravavano sulla vecchia Chrysler LLC.
L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne è stato subito nominato CEO della nuova compagnia, e ha dichiarato che riaprirà presto gli impianti Chrysler congelati durante il processo di bancarotta”

Fiat - Chrysler col fiato sospeso

giugno 9th, 2009 by guido

Con una decisione a sorpresa, la Corte Suprema USA ha “sospeso fino a nuovo ordine” il passaggio di Chrysler a Fiat. L’operazione data ormai per scontata torna dunque a farsi incerta soprattutto a causa delle ravvicinate scadenze. Se entro il 15 giugno infatti il passaggio non venisse completato Fiat avrebbe la possibilita’ di scegliere se ritirarsi o meno.
Nei giorni scorsi il presidente Obama aveva sollecitato la Corte Suprema a dare il via libera all’operazione. Ora questa decisione mette a repentaglio un accordo che era sul punto di diventare realtà.
La Corte Suprema ha deciso in questo senso dopo il ricorso di tre fondi pensione dell’Indiana e associazione dei consumatori.
“Le conseguenze della decisione”, scrive il New York Times “sono ancora incerte. Già nei prossimi giorni la Corte potrebbe annullare il rinvio dando il via libera all’accordo, ma qualora venisse accolto l’appello delle associazioni dei consumatori, la questione potrebbe protrarsi per settimane o mesi, e la Fiat potrebbe avvalersi della clausola rescissoria, decretando in pratica il fallimento di Chrysler, con conseguenze disastrose per l’occupazione in Usa, ma anche per i piani industriali di Fiat.”
Non a caso Sergio Marchionne ha assicurato a “Bloomberg” di non avere intenzione di rinunciare all’accordo con Chrysler: “Dobbiamo essere pazienti e consentire al sistema di lavorare. Non abbandoneremo mai questo processo con la Chrysler”.
Intanto però la casa del Lingotto subisce uno scivolone in Borsa, risultando il peggior titolo del FTSE Mib, con una perdita dell’1,53% a 7,44 euro.

Gli eurodeputati italiani, i più fannulloni d’Europa

giugno 4th, 2009 by guido

“Le Figaro” riporta i poco invidiabili primati dei deputati italiani all’Europarlamento di Strasburgo: pur essendo i più pagati, sono i più assenti e i più distratti.

“Secondo Jas Gawronsy, eurodeputato italiano del PPE da cinque legislature, un terzo dei suoi colleghi «sono dei fannulloni che farebbero meglio a non farsi eleggere. Non seguono i lavori, non capiscono niente e compromettono l’immagine dell’istituzione.».
Proprio quest’anno, il salario annuo di un eurodeputato italiano si è innalzato a 150.000 euro netti, contro gli 84.000 di un deputato tedesco o inglese, o i 63.000 di un francese. A questi si aggiungono i rimborsi spese per i viaggi, i collaboratori, l’alloggio, le telefonate: tra salari e rimborsi, alcuni arrivano a percepire 40.000 euro al mese.
Questa situazione dovrà cambiare con la nuova legislatura. I trattamenti saranno uniformati. Questo si tradurrà in una perdita secca di circa il 40% per gli italiani. Le note spesa saranno rimborzate solo se giustificate.
Gli italiani non brillano neanche per assiduità. Secondo l’università di Duisburg, il loro tasso di presenza è del 69%. Per i francesi è dell’82%, mentre i Belgi battono tutti con il 90%. L’ex leader comunista Achille Occhetto, eletto nel 2004, non ha mai messo piede a Strasburgo.
Un terzo dei deputati che vengono a Strasburgo non partecipano attivamente ai lavori. Durante l’attuale legislatura, 61 dei 78 deputati italiani non hanno mai presentato proposte di legge e 17 non hanno mai preso la parola. Secondo il settimanale “L’Espresso”, il più assiduo, con il 97,2% di presenze, è stato il semisconosciuto deputato del partito sudtirolese SVP Sepp Kusstatscher.
Un altra pratica da condannare: usare Strasburgo come un luogo di transito. La metà degli eurodeputati italiani eletti nel 2004 hanno partecipato alle elezioni politiche del 2006 e del 2008 in Italia. E’ il tasso di abbandono più alto dell’assemblea. [...]
Altri parlamentari hanno rinunciato ai benefici per tornare all’attività precedente. Il giornalista Michele Santoro, soprannominato l’Ufo di Strasburgo, appena reintegrato dalla Rai, ha lasciato l’emiciclo. Lilli Gruber, anchorwoman televisiva, è durata di più. Solo dopo 4 anni di mandato ha scelto di mettere fine alla sua esperienza di “giornalista prestata alla politica” per tornare a condurre una trasmissione di approfondimento su una tv privata italiana.”

L’editoriale del Times che ha fatto infuriare Berlusconi

giugno 2nd, 2009 by guido

Questa è la traduzione integrale dell’editoriale anonimo pubblicato ieri dal “Times” di Rupert Murdoch, che fin dal titolo rappresenta il più duro attacco registrato finora a Berlusconi dalla stampa estera indipendente.

Cade la maschera del clown

L’aspetto più discutibile del comportamento di Silbio Berlusconi non è che è un giullare sciovinista. E neanche che frequenti donne di 50 anni più giovani, abusando della sua posizione per offrire loro lavori da modelle, assistenti personali o, ancora più assurdo, come candidate al Parlamento europeo. Ciò che sconvolge di più è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.

L’anziano Lothario può trovare divertente, e persino audace, fare il playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che per molte donne sono grotteschi e inappropriati. Non è il primo nè l’unico il cui comportamento è inappropriato per la carica che ricopre. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni potenzialmente scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare amicizie che, nel migliore dei casi, sono strane, la maschera del clown cade. Minaccia i giornali e le televisioni che controlla, invoca leggi che proteggano la sua “Privacy”, fa dichiarazioni evasive e contraddittorie e melodrammaticamente promette di dimettersi se sorpreso a mentire.

La vita privata di Berlusconi è ovviamente privata. Ma come Bill Clinton sa bene, lo scandalo non risparmia le alte cariche. Ai suoi detrattori, Berlusconi risponde di avere alti indici di popolarità, che il suo governo è saldo e che non si farà intimidire da quelli che chiama tentativi dell’opposizione di calunniarlo. Molti diranno inoltre che l’Italia non è l?America, che l’etica puritana che decide gli standard degli Usa non ha mai dominato la scena politica italiana, e che pochi italiani sono shockati dal maschilismo. Questa è una generalizzazione insensata. Gli italiani capiscono bene quanto gli americani cosa è e cosa non è accettabile. E come gli americani, giudicano una menzogna spregevole.

Pochi media in Italia sono in grado di denunciare questo punto senza paura di vendette. Ma va dato atto a “La Repubblica” di aver continuato a rivolgere domande sulla relazione del premier con la 18enne Noemi Letizia, il cui regalo di compleanno, un ciondolo, è stato motivo del divorzio richiesto dalla moglie di Berlusconi. A molte di queste domande, sulle labbra di qualsiasi stupito elettore italiano, non c’è stata nessuna risposta soddisfacente. Quando e come ha conosciuto la famiglia della ragazza? Berlusconi l’ha contattata dopo aver visto le sue foto su un book di moda? E’ vero che dozzine di giovani donne sono state invitate alle feste nella sua villa in Sardegna?

Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in Parlamento. Ma difficilmente ha rassicurato i suoi critici con l’ingiunzione che blocca la pubblicazione di circa 700 foto che avrebbero mostrato cosa succede in queste feste. Nè lo ha aiutato il suo incauto ministro degli Esteri, che per difendere il suo capo ha ricordato che in Italia l’età del consenso per fare sesso è di 14 anni - come se questo fosse rilevante.

Tutto questo conta? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che non è affare degli stranieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle europee, devono riflettere su come è gestito il loro governo, sui candidati adatti ad andare a Strasburgo e sul livello di impegno del premier durante la crisi politica ed economica.
Questo riguarda anche gli altri. L’Italia ospita il G8 quest’anno. In quella riunione si parlerà di cose importanti, in cui i governi occidentali premeranno per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo. Berlusconi si ritiene un alleato di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della NATO. E’ anche parte dell’Eurozona, che viene messa alla prova dalla crisi economica globale. Non sono solo gli elettori italiani a chiedersi cosa sta succedendo. Lo fanno anche gli alleati perplessi.

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La Spagna spaventata da un accordo Fiat-Opel

maggio 28th, 2009 by guido

Cinco dias riporta come la Spagna guardi con molto timore ad un possibile accordo tra Fiat e Opel. Visto che Marchionne ha assicurato che gli stabilimenti in Italia e Germania sono intoccabili, è lecito pensare che i tagli verranno fatti agli stabilimenti in altri paesi, come quello di Figueruelas, vicino Saragoza.

“L’assessore all’economia di Aragona, Alberto Larraz, ha avvertito che, chiunque sarà il compratore di Opel, lo stabilimento di Figueruelas dovrà fare importanti sacrifici. Ma tra le due offerte presentate, quella della Fiat suscita maggiori preoccupazioni tra i lavoratori. Nonostante la spettacolare irruzione del gruppo austro-canadese Magna nella trattativa, la casa italiana si sente favorita, consapevole di avere un piano di maggiore consistenza produttiva e valorizzazione industriale.
I motivi per cui i lavoratori temono la Fiat sono molteplici. In primo luogo si teme di perdere l’esclusiva sul prodotto di punta, l’Opel Corsa, che potrebbe venire costruito assieme alla punto sia a Saragoza che a Torino. Questo comporterebbe una sensibile riduzione di costi, ma anche di posti di lavoro.
La previsione di ridurre del 40% i posti di lavoro a Figueruelas comporterebbe un durissimo colpo per la fabbrica di maggior capacità nella rete mondiale di General Motors.
Ma ci sono anche altri problemi. Da quando Opel dipende da GM, il gigante americano ha gestito gli impianti europei premiando la qualità delle fabbriche e la preparazione degli operai. La distanza fisica dalla casa madre ha favorito la crscita di Figueruelas, mentre le fabbriche in Germania sono andate incontro a riduzioni e chiusure.
Al contrario, la Fiat potrebbe adottare un comportamento molto più politico che eviterà riduzioni di personale nelle fabbriche italiane a discapito degli impianti degli altri paesi. [...]
Gli operai temono che, con l’eventuale uscita di scena di GM, sparirà un modello di rapporto lavorativo privilegiato (parte dei problemi del colosso americano derivano dai piani previdenziali per i suoi dipendenti) che sarà sostituito da uno più duro e precario.”