Archive for giugno, 2009

Il mistero dei falsi bond Usa

lunedì, giugno 29th, 2009


Il New York Times dedica ampio spazio ad una vicenda avvenuta in Italia e di cui i media nostrani hanno parlato molto poco, ovvero il sequestro al confine tra Italia e Svizzera di titoli di stato Usa del valore complessivo di 134 miliardi di dollari e poi rivelatisi falsi. I bond, sequestrati il 3 giugno scorso, erano in possesso di due uomini di mezza età con passaporto giapponese, ma solo in questi giorni il ministero del Tesoro Usa ha ufficializzato che quei titoli erano falsi. Il portavoce ha aggiunto che di questo tipo di titoli sono rimasti sul mercato bond per 105 milioni di dollari, per cui l’ammontare di 134 miliardi di dollari sequestrato va ben aldilà degli strumenti finanziari disponibili.
“Il governo giapponese, o qualche altra nazione creditrice degli Usa, stava cercando in questo modo di svalutare il dollaro?” si chiede il quotidiano di New York “Oppure la mafia italiana ha rubato l’equivalente dell’1% del Pil americano per convertire il tutto in moneta? Più che di bond, la vicenda sembra riguardare James Bond. Un controllo alla frontiera sulle Alpi, due uomini d’affari che viaggiano su un treno locale, e che dicono di non avere niente da dichiarare. e una valigetta con doppio fondo che contiene bond degli Stati Uniti dal valore nominale stratosferico.
In tutto, la Guardia di finanza italiana ha confiscato 249 bond, ognuno del valore presunto di 500 milioni di dollari, e 10 bond con un valore nominale di 1 miliardo di $ ciascuno.
Peccato che fosserotutti falsi.[...]
Il più alto valore mai stanziato per un bond dal Dipartimento del Tesoro è di 10.000 dollari. La Guardia di finanza ha affermato che alcuni dei titoli erano “Kennedy bond” degli anni ‘30, ma questi bond non sono mai esistiti.”

Come riportato del NYT, il ritardo con cui il Tesoro Usa e le autorità italiane hanno confermato che i bond erano falsi ha suscitato molti dubbi nella blogosfera e nei mezzi di informazione indipendenti. Asia News, ad esempio, oltre a denunciare la scarsa risonanza internazionale di una vicenda così particolare, fa notare una presunta incongruenza nelle varie versioni dei fatti. In primo luogo, i due cittadini giapponesi, una volta accertate le generalità, sono stati rilasciati.
“Se la GdF avesse avuto elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti (anche per un valore molto, molto inferiore) era tenuta ad arrestare i due giapponesi. In caso contrario, l’ufficiale della GdF poteva lui stesso essere incriminato. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò luogo senza che la GdF avesse raggiunto la convinzione che i titoli erano autentici. ” scrive il sito.
In secondo luogo, nel comunicato del 12 giugno dell’agenzia Bloomberg, si parla per la prima volta dei “Kennedy bond2 del 1934. Di questo particolare non si troverebbe però traccia nel comunicato diramato dalla GdF.
“Dopo due settimane dal sequestro un lancio della Bloomberg il 18/6, riporta le affermazioni del portavoce del Tesoro americano, Stephen Meyerhardt: (“sono chiaramente falsi”). In una diversa intervista, Meyerhardt afferma di non aver visto le obbligazioni se non da una foto su internet. In due settimane, dopo che erano stati subito allertati i servizi sia italiani che americani, nessuno del Tesoro americano si è precipitato in Italia per verificare i titoli e l’analisi è talmente semplice che basta una foto presa da internet. Subito dopo il sequestro, la GdF aveva dichiarato che se si trattava di contraffazione, i falsi erano praticamente indistinguibili dai titoli autentici. A Meyerhardt invece è bastata una foto su internet. ” conclude Asia News.

Patrizia D’Addario sul Sunday Times

martedì, giugno 23rd, 2009

Una notte nell’harem di Berlusconi
di John Follain (Sunday Times)

La notte dell’elezione di Barack Obama alla presidenza Usa, lo scorso novembre, il premier Italiano Silvio Berlusconi duede un parti a lume di candela con tre bellissime donne a Palazzo Grazioli, la sua lussuosa residenza romana.
Una delle ospiti, un’ex attrice ed escort di nome Patrizia D’Addario, 42 anni, racconta che lui le chiese di restare per la notte. Non solo, ma lei afferma di aver registrato le conversazioni che seguirono.
“Vai ad aspettarmi nel letto grande” le avrebbe detto il 72 enne miliardario in un estratto dei nastri che sarebbe finito nelle mani di un giornale italiano.
Secondo la D’Addario, lo staff di Berlusconi gli ricordò che era atteso ad un incontro organizzato dalla Fondazione Italia-Usa per seguire i risultati delle elezioni, ma il premier rimase a casa, e fu informato solo più tardi della vittoria di Obama.[...]
La storia della D’Addario è stata confermata dalla sua amica Barbara Montereale, 23 anni, una ragazza immagine che dice di averla accompagnata alla cena del 4 novembre e a un evento simile due settimane prima.
La Montereale ha rivelato in un’intervista che la D’Addario le disse di aver fatto sesso con Berlusconi la notte della vittoria di Obama.[...]
La D’Addario racconta così il suo incontro con Berlusconi, due settimane prima della cena del 4 novembre.
“Ho lavorato nel teatro e sono esperta di make-up. Lui aveva un sacco di trucco. Sembrava arancione e quando rideva si vedevano le rughe”.
Berlusconi la baciò sulle guance, la abbracciò e disse “Ciao, sono Silvio. Sei molto carina”.
Si sedettero su un divano e lui le chiese “Da dove vieni? Che cosa fai?”. Lei gli raccontò di un complesso residenziale che voleva costruire sul terreno di proprietà della famiglia, dicendo che aveva difficoltà ad ottenere i permessi.
Per più di un’ora Berlusconi mostrò ai suoi ospiti un filmino delle sue visite alla Casa Bianca, del G8 e in campagna elettorale. “E’ stata una noia mortale” racconta la D’Addario.
L’ultimo filmino includeva la canzone “Meno male che Silvio c’è”, e molte delle donne presenti iniziarono a cantare e ad agitare le braccia a tempo.[...]
A un certo punto della cena, Berlusconi disse “Qui c’è una ragazza che ha perso la fiducia negli uomini e io le farò cambiare idea. La farò volare su un jet privato e le farò vedere che gli uomini non sono come crede”.
Irritata, la D’Addario replicò “Che stai facendo, ti prendi gioco di me?”.
Berlusconi rispose “Sì, io so tutto”. La D’Addario si convinse che lui si era informato sul suo passato.[...]
La D’Addario racconta che dopo la cena disse di volersene andare perchè era stanca, e il suo accompagnatore Giampaolo le disse che in quel caso le avrebbe dato solo 850 € dei 1700 pattuiti. Il giorno delle elezioni in Usa Giampaolo la ricontattò dicendole che il presidente voleva vederla. Perchè ha accettato “Perchè dovevo farlo” risponde la D’Addario, senza dare spiegazioni.
Alle 22.30 fu accompagnata a Palazzo Grazioli assieme ad altre ragazze tra cui la Montereale, e Berlusconi la accolse dicendo “Sono contento di rivederti, ti stavo aspettando”.[...]
La D’Addario ha raccontato di aver registrato la serata e di essersi fotografata di fronte a uno specchio con vicino la foto in cornice di Veronica Lario. Perchè ha registrato l’incontro? “Ho ritenuto più sicuro filmare e registrare tutto, e Berlusconi mi aveva fatto una promessa ed è stato molto gentile con me. Ho avuto seri problemi con un uomo in passato, e mi sento più sicura girando con un registratore”
Fu poi riaccompagnata in hotel. “Quando aprii la porta della suite, una delle due ragazze che se ne erano andate dopo cena mi disse ridendo ‘Hai avuto la busta?’. Ma io non avevo ricevuto nessuna busta”
Anche se la D’Addario è stata poi scelta come candidata in un’elezione locale nel Popolo delle libertà, la promessa di Berlusconi di aiutarla con i permessi edilizi non si è materializzata, e la donna gli si è rivoltata contro.
La D’Addario, la Montereale e altre due donne sono state ascoltate come testimone dal procuratore di Bari Giuseppe Scelsi, che sta conducendo un’indagine su Giampaolo Tarantini, un imprenditore sospettato di corruzione e sfruttamento della prostituzione.

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Fiat-Chrysler: ci siamo

mercoledì, giugno 10th, 2009


Come in una sceneggiatura hollywoodiana, quando tutto sembra volgere al peggio arriva l’inevitabile lieto fine.
Dopo la sentenza che bloccava l’accordo tra Fiat e Chrysler, la Corte Suprema degli Usa ha dato il via libera all’accordo.

“La Fiat è la nuova proprietarie dei maggiori asset di Chrysler” scrive la Associated Press “mercoledì ha chiuso l’accordo che salva l’azienda americana dalla liquidazione e mette una nuova compagnia nelle mani dell’AD di Fiat.
L’accordo crea una nuova compagnia chiamata Chrysler Group LLC, che è libera dai milioni di debiti e da tutti i fardelli che gravavano sulla vecchia Chrysler LLC.
L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne è stato subito nominato CEO della nuova compagnia, e ha dichiarato che riaprirà presto gli impianti Chrysler congelati durante il processo di bancarotta”

Fiat - Chrysler col fiato sospeso

martedì, giugno 9th, 2009

Con una decisione a sorpresa, la Corte Suprema USA ha “sospeso fino a nuovo ordine” il passaggio di Chrysler a Fiat. L’operazione data ormai per scontata torna dunque a farsi incerta soprattutto a causa delle ravvicinate scadenze. Se entro il 15 giugno infatti il passaggio non venisse completato Fiat avrebbe la possibilita’ di scegliere se ritirarsi o meno.
Nei giorni scorsi il presidente Obama aveva sollecitato la Corte Suprema a dare il via libera all’operazione. Ora questa decisione mette a repentaglio un accordo che era sul punto di diventare realtà.
La Corte Suprema ha deciso in questo senso dopo il ricorso di tre fondi pensione dell’Indiana e associazione dei consumatori.
“Le conseguenze della decisione”, scrive il New York Times “sono ancora incerte. Già nei prossimi giorni la Corte potrebbe annullare il rinvio dando il via libera all’accordo, ma qualora venisse accolto l’appello delle associazioni dei consumatori, la questione potrebbe protrarsi per settimane o mesi, e la Fiat potrebbe avvalersi della clausola rescissoria, decretando in pratica il fallimento di Chrysler, con conseguenze disastrose per l’occupazione in Usa, ma anche per i piani industriali di Fiat.”
Non a caso Sergio Marchionne ha assicurato a “Bloomberg” di non avere intenzione di rinunciare all’accordo con Chrysler: “Dobbiamo essere pazienti e consentire al sistema di lavorare. Non abbandoneremo mai questo processo con la Chrysler”.
Intanto però la casa del Lingotto subisce uno scivolone in Borsa, risultando il peggior titolo del FTSE Mib, con una perdita dell’1,53% a 7,44 euro.

Gli eurodeputati italiani, i più fannulloni d’Europa

giovedì, giugno 4th, 2009

“Le Figaro” riporta i poco invidiabili primati dei deputati italiani all’Europarlamento di Strasburgo: pur essendo i più pagati, sono i più assenti e i più distratti.

“Secondo Jas Gawronsy, eurodeputato italiano del PPE da cinque legislature, un terzo dei suoi colleghi «sono dei fannulloni che farebbero meglio a non farsi eleggere. Non seguono i lavori, non capiscono niente e compromettono l’immagine dell’istituzione.».
Proprio quest’anno, il salario annuo di un eurodeputato italiano si è innalzato a 150.000 euro netti, contro gli 84.000 di un deputato tedesco o inglese, o i 63.000 di un francese. A questi si aggiungono i rimborsi spese per i viaggi, i collaboratori, l’alloggio, le telefonate: tra salari e rimborsi, alcuni arrivano a percepire 40.000 euro al mese.
Questa situazione dovrà cambiare con la nuova legislatura. I trattamenti saranno uniformati. Questo si tradurrà in una perdita secca di circa il 40% per gli italiani. Le note spesa saranno rimborzate solo se giustificate.
Gli italiani non brillano neanche per assiduità. Secondo l’università di Duisburg, il loro tasso di presenza è del 69%. Per i francesi è dell’82%, mentre i Belgi battono tutti con il 90%. L’ex leader comunista Achille Occhetto, eletto nel 2004, non ha mai messo piede a Strasburgo.
Un terzo dei deputati che vengono a Strasburgo non partecipano attivamente ai lavori. Durante l’attuale legislatura, 61 dei 78 deputati italiani non hanno mai presentato proposte di legge e 17 non hanno mai preso la parola. Secondo il settimanale “L’Espresso”, il più assiduo, con il 97,2% di presenze, è stato il semisconosciuto deputato del partito sudtirolese SVP Sepp Kusstatscher.
Un altra pratica da condannare: usare Strasburgo come un luogo di transito. La metà degli eurodeputati italiani eletti nel 2004 hanno partecipato alle elezioni politiche del 2006 e del 2008 in Italia. E’ il tasso di abbandono più alto dell’assemblea. [...]
Altri parlamentari hanno rinunciato ai benefici per tornare all’attività precedente. Il giornalista Michele Santoro, soprannominato l’Ufo di Strasburgo, appena reintegrato dalla Rai, ha lasciato l’emiciclo. Lilli Gruber, anchorwoman televisiva, è durata di più. Solo dopo 4 anni di mandato ha scelto di mettere fine alla sua esperienza di “giornalista prestata alla politica” per tornare a condurre una trasmissione di approfondimento su una tv privata italiana.”

L’editoriale del Times che ha fatto infuriare Berlusconi

martedì, giugno 2nd, 2009

Questa è la traduzione integrale dell’editoriale anonimo pubblicato ieri dal “Times” di Rupert Murdoch, che fin dal titolo rappresenta il più duro attacco registrato finora a Berlusconi dalla stampa estera indipendente.

Cade la maschera del clown

L’aspetto più discutibile del comportamento di Silbio Berlusconi non è che è un giullare sciovinista. E neanche che frequenti donne di 50 anni più giovani, abusando della sua posizione per offrire loro lavori da modelle, assistenti personali o, ancora più assurdo, come candidate al Parlamento europeo. Ciò che sconvolge di più è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.

L’anziano Lothario può trovare divertente, e persino audace, fare il playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che per molte donne sono grotteschi e inappropriati. Non è il primo nè l’unico il cui comportamento è inappropriato per la carica che ricopre. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni potenzialmente scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare amicizie che, nel migliore dei casi, sono strane, la maschera del clown cade. Minaccia i giornali e le televisioni che controlla, invoca leggi che proteggano la sua “Privacy”, fa dichiarazioni evasive e contraddittorie e melodrammaticamente promette di dimettersi se sorpreso a mentire.

La vita privata di Berlusconi è ovviamente privata. Ma come Bill Clinton sa bene, lo scandalo non risparmia le alte cariche. Ai suoi detrattori, Berlusconi risponde di avere alti indici di popolarità, che il suo governo è saldo e che non si farà intimidire da quelli che chiama tentativi dell’opposizione di calunniarlo. Molti diranno inoltre che l’Italia non è l?America, che l’etica puritana che decide gli standard degli Usa non ha mai dominato la scena politica italiana, e che pochi italiani sono shockati dal maschilismo. Questa è una generalizzazione insensata. Gli italiani capiscono bene quanto gli americani cosa è e cosa non è accettabile. E come gli americani, giudicano una menzogna spregevole.

Pochi media in Italia sono in grado di denunciare questo punto senza paura di vendette. Ma va dato atto a “La Repubblica” di aver continuato a rivolgere domande sulla relazione del premier con la 18enne Noemi Letizia, il cui regalo di compleanno, un ciondolo, è stato motivo del divorzio richiesto dalla moglie di Berlusconi. A molte di queste domande, sulle labbra di qualsiasi stupito elettore italiano, non c’è stata nessuna risposta soddisfacente. Quando e come ha conosciuto la famiglia della ragazza? Berlusconi l’ha contattata dopo aver visto le sue foto su un book di moda? E’ vero che dozzine di giovani donne sono state invitate alle feste nella sua villa in Sardegna?

Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in Parlamento. Ma difficilmente ha rassicurato i suoi critici con l’ingiunzione che blocca la pubblicazione di circa 700 foto che avrebbero mostrato cosa succede in queste feste. Nè lo ha aiutato il suo incauto ministro degli Esteri, che per difendere il suo capo ha ricordato che in Italia l’età del consenso per fare sesso è di 14 anni - come se questo fosse rilevante.

Tutto questo conta? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che non è affare degli stranieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle europee, devono riflettere su come è gestito il loro governo, sui candidati adatti ad andare a Strasburgo e sul livello di impegno del premier durante la crisi politica ed economica.
Questo riguarda anche gli altri. L’Italia ospita il G8 quest’anno. In quella riunione si parlerà di cose importanti, in cui i governi occidentali premeranno per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo. Berlusconi si ritiene un alleato di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della NATO. E’ anche parte dell’Eurozona, che viene messa alla prova dalla crisi economica globale. Non sono solo gli elettori italiani a chiedersi cosa sta succedendo. Lo fanno anche gli alleati perplessi.

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