
Ampio risalto su “Le Figaro” per l’arresto a Bari di due cittadini francesi accusati di essere aderenti ad Al Qaeda. Arrestati sei mesi fa per immigrazione clandestina, oggi, grazie alla traduzione del materiale in loro possesso, sono stati collegati all’organizzazione terrorista islamica.
“Il primo, Bassam Ayachi, siriano di 62 anni che ha ottenuto la cittadinanza francese, ha svolto il compito di responsabile relogioso di un centro islamico in Belgio. Il secondo, Raphael Gendron, francese di 33 anni, viveva illegalmente a Bruxelles. Secondo la polizia italiana, Ayachi “sembra rappresentare, in ambito europeo, una guida spirituale di Al Qaeda” mentre Gendron, informatico, era “l’uomo chiave per la propaganda via internet in ambito francofono. Sono due personaggi molto importanti in Europa per Al Qaeda” ha dichiarato alla radio italiana Claudio Garzellano, responsabile del servizio centrale per la lotta al terrorismo (Ucigos)
I due uomini erano stati fermati e interrogati a novembre dopo la scoperta di cinque clandestini nascosti nel loro camper. Una perquisizione del veicolo ha permesso ai poliziotti di trovare supporti informatici - CD, DVD e chiavette USB - contenenti materiale sospetto.
La magistratura italiana li accusa anche di aver “progettato e organizzato attentati terroristici ed azioni di guerriglia” tra cui una contro l’aeroporto parigino Roissy-Charles De Gaulle. Gli inquirenti non hanno tuttavia trovato elementi concreti sulla preparazione di un attentato. Ma “è chiaro dalle conversazioni intercettate che parlavano esplicitamente di un attacco sul territorio francese” ha precisato il procuratore di Bari Roberto Rossi.”
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Arrestati a Bari due francesi accusati di terrorismo
mercoledì, maggio 13th, 2009Noemi Letizia a “Times”: Berlusconi è “papi”, non papà
lunedì, maggio 11th, 2009Riportata a spizzichi e bocconi dai media italiani, ecco il servizio del “Times” con l’intervista a Noemi Letizia e alla sua famiglia.
“Sorridendo mentre lascia il suo modesto appartamento vicino Napoli, Noemi Letizia, la diciottenne accusata di essere la causa del divorzio di Silvio Berlusconi, appare molto perplessa.
Vicino ai suoi genitori, ha dichiarato al “Times” di non essere assolutamente la figlia illegittima del premier italiano, che lei chiama affettuosamente “papi”. Nella prima intervista congiunta da quando è scoppiato lo scandalo, la famiglia ha negato qualsiasi rapporto inappropriato con Berlusconi, ma ha anche rifiutato di spiegare come è nata l’amicizia con il premier.
Dal momento in cui Veronica Lario ha annunciato il divorzio dicendo “non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”, Noemi è diventata il centro della scandalo italiano.
Tutto è cominciato con la notizia che Berlusconi aveva partecipato al diciottesimo compleanno della ragazza, regalandole un ciondolo d’oro e diamanti. La visita ha fatto infuriare la moglie, che ha citato il debole del marito per le giovani donne come causa del divorzio. [...]
Noemi e i suoi genitori hanno provato a porre fine alle speculazioni. Parlando al “Times” nel loro appartamento di Portici a sud di Napoli, la famiglia ha respinto il pettegolezzo che Noemi possa essere la figlia illegittima del premier.
“No, assolutamente no. Mio padre è questo qui” ha detto la ragazza, indicando l’uomo ben vestito seduto al suo fianco. Infatti l’attenzione si sposta adesso dall’aspirante starlette al suo 50enne padre, Benedetto Letizia.
Le misteriose circostanze della vicinanza tra il signor Letizia e il premier e la sua presunta carriera nella politica locale in cui nessuno sembra ricordarsi di lui, hanno spinto la stampa italiana a tribattezzarlo Signor Nessuno. Berlusconi ha detto di aver partecipato alla festa di Noemi perchè voleva parlare col padre della candidatura del consigliere regionale Fulvio Martusciello alle elezioni europee. Ma Martusciello ha detto di conoscere appena Letizia, avendolo incontrato brevemente in una campagna elettorale di nove anni fa prima di “perderne le tracce”.
In più, Berlusconi in un primo momento aveva detto di averlo incontrato quando Letizia era l’autista dell’ex primo ministro Bettino Craxi, ma il figlio di Craxi ha negato. Allora come fa un uomo del genere a conoscere Berlusconi? “Giriamo la questione” spiega Letizia “come diamine fa Berlusconi a conoscere uno come me? Perchè non mi chiedete questo?”.
E rispondendo alla domanda riproposta, ha detto “Abbiamo un profondo rapporto di amicizia”, premendo il pugno sul petto per dimostrare l’intimità con l’uomo più potente del paese.[...]
Letizia ha insistito che questa amicizia è solo la prova della semplicità del premier “Il nostro leader è un uomo che ama la gente comune. Cos’è un leader se non prende un caffè con un uomo comune, se non parla con il macellaio o con il negoziante?”.
Ma ogni simpatizzante di Forza Italia ha l’onore di vedere il premier alla festa di compleanno della figlia? “Abbiamo un buon rapporto. Lo porterò sempre nel mio cuore”.[...]
Letizia chiaramente non è sul libro paga del premier, nel 2005 ha dichiarato appena 12.376 euro di redditi dal negozio di profumeria della moglie. I vicini sono stupiti “Siamo amici da anni” dice Giorgio Boccia, proprietario di una pizzeria “ma fino alla scorsa settimana nessuno sapeva del suo rapporto con Berlusconi.”.
Giuseppe Fornino, il direttore dell’agenzia di modelle per cui Noemi ha lavorato, condivide le perplessità. “E’ una bella ragazza, ma una bella ragazza come ce ne sono tante. E quante ragazze così hanno accesso a Berlusconi? Non basta premere il pulsante dell’interfono. Non funziona proprio così”.”
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5 cose da sapere sull’influenza suina
martedì, aprile 28th, 2009di Ryan Walsh (TIME)

1) Questa influenza è una pandemia?
Il virus influenzale è in continua mutazione. E’ per questo che non possiamo avere una piena immunità, perchè ci sono molti ceppi che cambiano di anno in anno.
Tuttavia, anche se veniamo colpiti dal virus, il nostro sistema immunitario dovrebbe essere sufficiente a rispondere all’influenza, che pertanto è raramente fatale per un organismo in salute.
Ma ogni tanto il virus cambia la propria struttura genetica in modo tale che il nostro sistema immunitario non possa rispondere (questo avviene di solito nel passaggio da un virus animale, come l’influenza aviaria ancorain circolazione in Asia, a un essere umano). Una pandemia si verifica quando emerge un virus per cui l’uomo non ha anticorpi a sufficienza, e quindi si diffonde con grande facilità. Nel 20° secolo ci sono state due leggere pandemie, nel 1957 e nel 1968, e la gravissima influenza Spagnola nel 1918, che uccise tra 40 e 50 milioni di persone.
L’organizzazione mondiale della sanità ha la responsabilità di dichiarare le pandemie, e utilizza una scala di sei fasi. Attualmente, grazie all’influenza aviaria che nel 2003 ha ucciso 257 ma non si è diffusa, siamo nella fase 3. Se l’Organizzazione cambierà l’allarme alla fase 4, vorrà dire che effettivamente abbiamo a che fare con una pandemia.
2) Cosa succederà se questa influenza diventerà una pandemia?
Elevare l’allarme alla fase 4 significherà dover prendere serie misure di contenimento a livello nazionale e internazionale. Visto che questi provvedimenti potrebbero avere gravi ricadute sull’economia e sull’ordine pubblico, c’è la preoccupazione che l’OMS prenda decisioni politiche più che sanitarie. Certamente dichiarare il livello 4 non è una mossa da prendere alla leggera. Vorrebbe dire instituire quarantene rigide e coprire le aree infette di antivirali.
Questi metodi però sono sorpassati in un mondo globalizzato: sicuramente provocherebbero danni gravissimi ad un sistema economico già danneggiato, e la verità è che non possiamo sapere se funzioneranno.
3) Perchè i casi in Usa sono stati molto più leggeri di quelli in Messico?
Questa è la domanda che fa impazzire gli esperti. In Messico l’influenza ha causato gravi crisi respiratorie e soprattutto ha ucciso pazienti giovani e sani, che normalmente resistono al virus (aumentando le preoccupazioni, visto che gli stessi tipi di pazienti morirono in massa nell’influenza del 1918). Invece in Usa l’influenza è stata molto più leggera e non avrebbe fatto notizia se i medici non la avesse collegata a quella del Messico.
La differenza può essere dovuta al fatto che in Messico l’influenza suina è iniziata prima che in Usa. I medici si aspettano di trovare casi più gravi negli Stati Uniti nei prossimi giorni, mentre in Messico i casi dovrebbero alleggerirsi grazie al lavoro epidemilogico fatto in questi giorni.
Attualmente, però, la gravità dell’influenza suina è ancora tutta da decifrare, e la risposta potrebbe cambiare nel tempo.
La Spagnola del 1918 iniziò come una leggera influenza primaverile, ma pochi mesi dopo tornò in forma molto più virulenta.
4) Gli Usa e il mondo sono pronti a rispondere a una pandemia?
In un certo senso, il mondo non è mai stato così pronto ad una pandemia. Grazie alla paura per l’aviaria, gli Usa, l’OMS e il mondo hanno immagazzinato milioni di dosi di antivirali. Gli Usa hanno un piano dettagliato piano di preparazione alla pandemia stilato durante la presidenza Bush, e lo stesso vale per molti altri paesi. Sars e aviaria hanno portato le organizzazioni sanitarie nazionali a stilare dei protocolli precisi per affrontare una vera pandemia. Possiamo identificare nuovi virus molto velocemente, e abbiamo tecnologie salvavita impensabili nel 1918.
Allo stesso tempo, la globalizzazione ci mette a rischio. I voli internazionali significano una rapida diffusione dell’epidemia. E se l’OMS è in grado di arrivare ad un vaccino in tempi rapidi, ci vorranno mesi prima che le industrie farmaceutiche ne mettano in commercio una quantità adeguata - e anche allora non basterebbero per tutti gli abitanti del pianeta.
Gli Usa sono particolarmente vulnerabili, avendo in tutto il paese. un unico impianto in grado di produrre vaccini.
Ma il rischio più grande può non essere dato dalle conseguenze dirette del virus, quando dai “danni collaterali” se i governi restringessero la libera circolazione di persone e merci. Non solo la recessione economica globale si aggraverebbe, ma sarebbero a rischio le importazioni di materiali necessari per le cure, da medicinali generici a guanti chirurgici.
5) Quanto dobbiamo essere spaventati?
Dipende a chi fate la domanda. Fuori dal Messico l’influenza non sembra ancora molto seria - al contrario della Sars nel 2003. In Usa la stagione influenzale si sta concludendo, rendendo più facile identificare i casi di influenza suina. Ci sono semplici cose che chiunque può fare per la prevenzione, come curare maggiormente l’igiene personale (lavare le mani di frequente e coprire bocca e naso quando si starnuta) e stare lontani dai luoghi pubblici se ci si sente male.
Ma la verità è che ogni epidemia è imprevedibile, e sappiamo molto poco di questa influenza suina. Siamo in un territorio ignoto. Il panico sarebbe controproducente, ma non bisogna sottovalutare le nostre vulnerabilità. Come ha detto Janet Napolitano “Questa sarà una maratona, non uno sprint”. Quindi siate pronti.
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Da mendicante a vincitore del “Grande Fratello”
giovedì, aprile 23rd, 2009
La vittoria di Ferdi Berisa, di origini rom, nella nona edizione del “Grande Fratello” fa parlare oltremanica, tanto che “The guardian” dedica all’avvenimento un articolo intitolato “Da mendicate al Grande fratello: lo zingaro diventato celebrità in Italia”.
Il quotidiano inglese dà alla vittoria di Ferdi dei connotati sociali probabilmente eccessivi visti da noi, ma tant’è. Ecco l’articolo:
“Uno zingaro di 22 anni, che da ragazzino ha mendicato nelle strade italiane, ha vinto l’ultima edizione del Grande Fratello trasmesso in Italia sul network di proprietà di Silvio Berlusconi.
La vittoria di Ferdi Berisa, che ricorda il film “The Millionaire” e la partecipazione di Susan Boyle a “britain’s got talent” ha vinto 300.000 euro e la possibilità di diventare una celebrità
Ma in conferenza stampa ha detto di voler spendere i soldi per comprare una casa e “poi tornare al mio lavoro di aiuto chef” mentre continuerà a studiare. Berisa, proveniente dal Montenegro, è entrato in Italia 13 anni fa come clandestino in un viaggio notturno in mare. Ha raccontato che suo padre lo ha costretto a mendicare e a partecipare a combattimenti per scommessa con altri ragazzi.
A 11 anni venne trasferito a Fano dove fu dato in custodi per due anni a a genitori affidatari.
Ha detto di aver vinto “per la mia diplomazia e per aver evitato stupidi litigi”. I critici sono d’accordo. Il sito web del Corriere della sera ha ipotizzato che gli otto milioni di italiani sono stati conquistati “dal senso di normalità che, nonostante il suo passato tempestoso, il mite Ferdi ha saputo trasmettere”
La sua vittoria arriva in un momento in cui gli zingari stanno subendo una eccezionale pressione da parte delle autorità, che in più parti d’Italia hanno smantellato i loro insediamenti. Esponenti del Popolo della Libertà di Berlusconi parlano quotidianamente di “emergenza rom”.
I produttori del Grande Fratello hanno consegnato a Berisa un videomessaggio di sua madre e sua sorella, che vivono all’estero. Berisa ha detto di essere pronto a una riconciliazione ma ha aggiunto che ora vivono in mondi separati”.
Senza parole
venerdì, aprile 10th, 2009
Questo blog rispetta la giornata di lutto nazionale.
Ricordo che chi volesse aiutare i soccorsi e le popolazioni delle zone colpite dal terremoto può farlo in questo modo:
Telecom Italia, Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, Fastweb e Coop Voce, in collaborazione con la Protezione Civile, hanno attivato il numero 48580 per la raccolta fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo colpita dal terremoto. Chiamando con un telefono fisso (da rete Telecom Italia, Infostrada o Fastweb) si doneranno 2 euro, mandando un SMS con un telefono cellulare si donerà invece 1 euro al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza.
Il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato tre conti correnti per le donazioni a favore della popolazione colpita dal terremoto.
* CONTO CORRENTE
IBAN IT72U0300205207000401124180
Swift code BROMITR1708
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto L’Aquila
UNICREDIT BANCA DI ROMA - Agenzia Roma Cavour B
* CONTO CORRENTE
IBAN IT23X0306905039100000000140
Swift code BCITITMM
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto L’Aquila
INTESA SAN PAOLO - Filiale di Roma 06787
* CONTO CORRENTE POSTALE NUMERO 95863023
(IBAN IT-63-X-07601-03200-000095863023)
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto L’Aquila
Questi invece i c/c per donare alla Croce Rossa
C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66C0100503382000000218020
Swift Code - BNLIITRR
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO
CCP n. 300004 intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24X0760103200000000300004
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all’ indirizzo:
www.cri.it/donazioni
La Sicilia si mobilita contro l’eolico
giovedì, aprile 9th, 2009
La scorsa settimana ho parlato del “progetto siciliano per salvare il mondo“, e già dai commenti la questione aveva sollevato reazioni contrastanti.
Da un lato c’era la doppia soddisfazione per un progetto importante basato sulle energie rinnovabili, e per il fatto che la Sicilia fosse per una volta all’avanguardia. Dall’altra c’erano le perplessità di un collega blogger de “L’essenziale” per il progetto in sè a livello energetico e tecnologico, segnalando un diffuso disaccordo.
Ora la stampa estera torna a parlare di Sicilia e di energia, sia pure da un altro punto di vista. “Le Monde” cita le proteste per l’utilizzo delle centrali eoliche che danneggiano il paesaggio ma anche l’arresto di otto persone, politic e imprenditori, accusate di corruzione nell’ambito della costruzione di centrali eoliche nel trapanese.
“Tutto questo mentre il presidente siciliano Lombardo” scrive il quotidiano francese “progetta di investire, in modo trasparente, 5 miliardi di euro in 5 anni per fare della Sicilia un modello per le energie alternative”.
“L’eolico in Italia è un affare allettante: 3.700 torri sono già state installate, specialmente nel Mezzogiorno, la parte più povera del Paese, e producono l’1% del fabbisogno energetico. La prospettiva per i proprietari terrieri di affittare i loro possedimenti, e per le amministrazioni di ricevere i sussidi, ha favorito un rapido sviluppo dell’attività. Il governo italiano ’sponsorizza’ la produzione di elettricità al costo di 18 centesimi a kWh contro i 6 centesimi di Gran Bretagna o Danimarca. Secondo Giuseppe Zollino, professore di ingegneria elettrica, questi incitamenti potranno raggiungere 20 miliardi di euro entro il 2020, se lo stato manterrà la promessa di produrre con l’eolico il 5% dell’energia consumata”.
In questo quadro si è tenuto a Palermo un convegno, promosso da Italia Nostra, “Il Paesaggio sotto attacco. La Questione Eolica”, al quale hanno partecipato l’ex presidente della Repubblica francese, Valery Giscard d’Estaing, Carlo Ripa di Meana, il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi e numerosi studiosi provenienti da tutto il mondo. Giscard d’Estaing ha denunciato la “fragilità del paesaggio del Sud europeo” minato dalle lobby finanziarie e dagli interessi imprenditoriali, e ha sponsorizzato l’energia solare e quella nucleare pulita. Gli anti-eolici invocano l’articolo 9 della Costituzione, che sancisce la tutela e la conservazione del paesaggio.
Come fa notare “Le Monde”, questa posizione si muove all’interno di una contraddizione nell’ecologismo italiano, in quanto secondo molti - tra questi Legambiente - un rifiuto dell’eolico spingerà l’Italia, che dipende all’80% dall’importazione di energia, verso il nucleare. Per questo Legambiente ha bollato i partecipanti al convegno di Palermo come “nostalgici di un’Italia che non esiste più” e addirittura come “nuclearisti”.
Abruzzo, Italia, mondo
lunedì, aprile 6th, 2009
La tragedia de L’Aquila è la notizia di apertura dei quotidiani di tutto il mondo. Gli approfondimenti sull’accaduto, una delle maggiori catastrofi naturali avvenute in Occidente negli ultimi decenni, e sicuramente la più grande nel nuovo millennio, come rilevato anche da Guido Bertolaso.
Il “New York Times” ha dedicato sul suo sito l’intera apertura alla tragedia italiana, con un ampio servizio fotografico e un costante aggiornamento sulla conta delle vittime. Molto frequentata è anche la sezione interattiva dei blog, in cui si trovano messaggi di cordoglio da parte di cittadini americani ma anche numerose testimonianze di italiani o di statunitensi residenti in Italia. Il NYT dedica anche un articolo alle polemiche sulla presunta “previsione” del sisma, a cui invece le altre testate riservano solo uno spazio limitato.
Anche il “Washington Post”, sebbene sia un quotidiano dedicato principalmente alla politica interna, dà risalto alla notizia riportando le dichiarazioni delle autorità italiane e dando spazio a dichiarazioni degli abitanti e ad alcune delle storie che stanno facendo il giro del mondo, come quella della madre e della figlia piccola portate via all’interno della stessa bara.
Restando in Usa, la CNN ha dedicato un’ampia copertura all’avvenimento, rendendolo la “developing story” del giorno, sia sul suo sito Internet che all’interno dei suoi notiziari, così come la CBS. Entrambi i network hanno degli inviati sul posto e hanno dedicato particolare spazio alle dichiarazioni di cordoglio del Papa e del Presidente americano Obama.
In Europa la tragedia ha avuto risalto ancora più ampio, e a guardare le home page dei principali media inglesi e spagnoli sembra di guardare dei siti italiani.
Sul sito di “The guardian” la notizia è la breaking news da stamattina, con tanto di video della Reuters sui soccorsi.
Ancora più spazio sul sito della BBC, che in queste ore sta seguendo la drammatica conta delle vittime e la febbrile ricerca dei sopravvissuti.
Con il suo tipico stile da tabloid, l’apertura della “Bild-Zeitung” cerca il sensazionalismo, con in apertura le foto di alcuni bambini feriti e un articolo intitolato retoricamente “Perchè in Italia la terra trema così spesso?”. La notizia è affiancata da quella riguardante la star del Grande Fratello inglese Jade Goody, morta la scorsa settimana, che sarebbe riuscita a guadagnare 8 milioni di euro prima di morire.
Ma è probabilmente “El Pais” a dimostrarsi il più “italiano” dei media stranieri. L’apertura del sito spagnolo è molto simile a quella di Repubblica o del Corriere, con video, aggiornamenti continui e una frequentatissima sezione dei commenti, piena di messaggi di solidarietà dagli spagnoli e di ringraziamenti degli italiani.
Si distingue dalla massa “Le Monde”, unico fra i grandi quotidiani europei a dedicare l’apertura della home page a una notizia ignorata dai più, il fatto che solo 5 paesi della Ue (l’Italia è tra questi) accoglieranno gli ex prigionieri di Guantanamo.
Il terremoto è relegato in secondo piano, unicamente con un richiamo e senza aggiornamenti e approfondimenti in prima pagina.
Matrimonio all’italiana
giovedì, aprile 2nd, 2009
I francesi di “Les Echos” parlano dell’imminente matrimonio tra la Fiat e Chrysler, fortemente caldeggiato da Obama come condizione fondamentale per aiutare il colosso americano delle auto, e lo fa con una certa ironia.
“Gli italiani del nord sarebbero dunque più capaci dei tedeschi del sud di conquistare il cuore e il portafoglio dei consumatori americani? Là dove Daimler ha subìto una sonora sconfitta, pagando 36 miliardi di dollari nel 1998 per impadronirsi di Chrysler, Fiat ha il lusso di viaggiare leggera. Il suo biglietto d’ingresso in un continente che ha abbandonato nel 1993 dovrebbe costargli solo le tecnologie per costruire auto piccole ed ecologiche.”
I francesi si riferiscono alla “fusione tra uguali” con cui Daimler e Chrysler si unirono 11 anni fa per formare la DaimlerChrysler AG. I due colossi hanno vissuto accorpati per 9 anni, finchè nel 2007 la Chrysler non è passata sotto il controllo del gruppo finanziario Cerberus Capital Management tornando ad essere un’entità autonoma che però non è riuscita ad affrontare il tornado della crisi economica.
“La Chrysler non può sopravvivere da sola” ha detto Barack Obama “ma con la Fiat, il cui attuale management ha saputo mettere a segno un turnaround impressionante, potrebbe riuscire a produrre le auto di domani”. La Fiat, ha sottolineato Obama, “porterà in dote nuove tecnologie avanzate per contribuire a costruire auto a basso consumo”.
Secondo l’intesa iniziale siglata a gennaio, Fiat riceverà una quota iniziale in Chrysler del 35%, che non contempla per Fiat alcun investimento in contante in Chrysler né un impegno a finanziare Detroit in futuro. Il vicepresidente della Fiat John Elkann ha poi chiarito che Fiat potrebbe però salire in futuro oltre la quota del 35%. Un accordo decisamente più vantaggioso e che metterebbe la Fiat al riparo da eventuali nuovi rovesci del colosso statunitense, tanto è vero che il titolo torinese il Borsa ha risposto benissimo, mentre negli Usa alcuni osservatori più nazionalisti non vedono di buon occhio il patto. Il popolare quotidiano USA Today ha anche messo in dubbio l’affidabilità economica della Fiat, prendendo come spunto il fatto che l’agenzia Standard&Poor’s ha abbassato il rating di Fiat dicendo che il gruppo sembra non avere abbastanza soldi per pagare il debito in maturazione nei prossimi 12 mesi. “Sono notizie che fanno rabbrividire”, osserva USA Today, “nel momento in cui Fiat è considerata il solo salvatore di Chrysler, attraverso una proposta di partnership”.
La Protezione Civile per i beni archeologici?
martedì, marzo 31st, 2009
Il New York Times dedica un lungo articolo a una questione italiana che invece in Italia non ha ricevuto alcuna attenzione.
“Gli archeologi italiani sono scesi in piazza contro la proposta di affidare il controllo dei beni archeologici ad una commissione governativa con poteri speciali che, dicono, minerà il loro potere” scrive la testata newyorkese “Circa 4.700 persone hanno firmato una petizione on-line che sostiene che la proposta mortifica la professionalità degli archeologi”.
Questi i fatti: lo scorso gennaio, il capo della Protezione civile italiana Guido Bertolaso è stato incaricato di guidare una nuova commissione incaricata, tra le altre cose, di sovrintendere i lavori di restauro del Colosseo, del Palatino e di Ostia antica. La commissione avrà poteri speciali che le permetteranno di aggirare vincoli burocratici e restrizioni legislative.
Molti archeologi ritengono che dietro questo provvedimento ci sia un disegno più sinistro “Temono che condurrà al graduale smantellamento del sistema statale di cura dei beni culturali, vecchio di un secolo, per far spazio all’ingresso di privati in alcuni dei siti turistici più lucrativi di Roma”, spiega il NYT.
Le zone archeologiche di Roma, solo con la vendita di biglietti, fattura 38 milioni di dollari all’anno.
Se non c’è dubbio che molti monumenti necessitino di restauri anche urgenti, soprattutto dopo l’inverno piovoso appena concluso, la questione posta dagli archeologi è se sia necessario varare dei poteri speciali per farlo. “La diatriba rispecchia le opposte visioni sulla gestione del patrimonio culturale: chi vede la conservazione come la maggiore priorità, e chi invece punta ad una strategia più commerciale che includa investimenti privati. La decisione dello scorso anno di nominare Mario Resca, ex presidente di McDonald’s Italia, ad un incarico di consigliere per valorizzare il potenziale economico dei monumenti italiani è stata ridicolizzata e fatta oggetto di numerose proteste, tanto che la nomina non è ancora stata ratificata”.
Inoltre il giornale riporta che altre preoccupazioni sono nate alla notizia che Bertolaso sarà affiancato da Mario Corsini, assessore all’urbanistica del Comune di Roma. La nomina, nello stesso periodo in cui il governo vara il piano casa, ha fatto nascere il sospetto che la tutela dei beni archeologici possa essere messa in secondo piano rispetto allo sviluppo urbano, soprattutto nella periferia di Roma, dove si sviluppano progetti di costruzione nonostante la presenza di scavi archeologici. “In un periodo di crisi economica forse qualcuno vuole avere la mano libera nella campagna romana” dice al New York Times l’ex Soprintendente ai Beni Archeologici Adriano La Regina.
Un progetto siciliano per salvare il mondo, mafia permettendo
lunedì, marzo 30th, 2009C’è un progetto nato negli Usa che, partendo dalla Sicilia, vuole lanciare una “terza rivoluzione industriale” che avrebbe addirittura il compito di salvare il pianeta dalla rovina ambientale. A parlarne è il Financial Times.
“La Sicilia, con il radicamento della mafia e il senso di fatalismo che serpeggia tra la sua gente, può sembrare una strana scelta per un progetto per salvare il mondo dal disastro ambientale.
Tuttavia un guru degli Stati Uniti, dirigenti aziendali e il potente governatore locale si sono riuniti sull’isola per lanciare la terza rivoluzione industriale” scrive il quotidiano finanziario inglese. Il progetto riguarda un uso intensivo ma su piccola scala delle energie rinnovabili, e i 5 milioni di siciliani sarebbero chiamati a sperimentare un sistema basato sul concetto che un singolo consumatore di elettricità può anche diventarne produttore grazie a edifici super efficienti.
“La Sicialia può diventare il portabandiera della nuova rivoluzione industriale” dice Jeremy Rifkin, consigliere per l’energia della Commissione Europea.
Il piano energetico è stato presentato la scorsa settimana, tra l’indifferenza quasi generale della stampa nazionale, da Rifkin e dal presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo (insieme nella foto).
Rifkin ha contestato l’idea di puntare sull’energia nucleare e ha spiegato “Forse se riusciamo a costruire una Sicilia sostenibile, costruiremo un mondo sostenibile”.
Ma dietro a tutto questo, regna la paura e diffidenza per le possibili infiltrazioni mafiose. Scrive ancora il “Financial Times”.
“Recentemente anche la mafia si è convertita all’ambientalismo. Poco tempo fa la polizia ha arrestato otto tra imprenditori e pubblici ufficiali accusati di volersi aggiudicare fondi pubblici destinati a impianti eolici”.