La magistratura apre un nuova inchiesta sulla piattaforma petrolifera ancorata a largo delle coste ragusane. L’accusa è quella di aver riversato in mare migliaia di tonnellate di petrolio.
La piattaforma Vega, da anni in mezzo al mare sotto la gestione e la supervisione di Edison, torna di nuovo sotto inchiesta.
Per la seconda volta, infatti, la magistratura ha deciso di indagare sull’imponente infrastruttura petrolifera.
La prima volta, nonostante il corposo dossier presentato dalla Capitaneria di Porto di Pozzallo (Rg) che denunciava carenze nella manutenzione ordinaria e straordinaria e una situazione al limite del disastro ambientale, il Gip di Modica aveva chiesto l’archiviazione.
Questa volta, invece, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di inquinamento. I responsabili della piattaforma, in pratica, avrebbero riversato in mare un centinaio di migliaia di tonnellate tra petrolio e gasolio.
Chiariamo la dinamica: la piattaforma, in realtà, prima erano due, una fissa e una galleggiante.
I problemi erano per quella galleggiante che rischiava di affondare e, su richiesta della magistratura, è stata svuotata.
Il problema, si chiedono a questo punto gli inquirenti, è: dove è finito tutto quel petrolio?
Nel frattempo la parte galleggiante è stata rimossa, dopo oltre vent’anni di onorato (?) servizio, e sostituita con una superpetroliera.
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