Servirà un enorme pettine…

Sospeso dal Tar il Piano energetico siciliano, deserta l’ennesima gara dei termovalorizzatori: in Sicilia tutti i nodi stanno per venire al pettine…
Che il Piano energetico ambientale (?) regionale siciliano, il mitico Pears approvato dalla Giunta Lombardo ai primi di febbraio, avesse qualcosa che non andava lo avevano ipotizzato in molti.

Lo aveva detto la Cgil, lo aveva detto il Wwf, lo aveva detto Legambiente e, nel mio piccolo, lo avevo detto anche io.

Ora, come leggo sul Giornale di Sicilia di oggi, lo dice pure il Tar Sicilia che ha accolto il primo dei 57 (leggasi cinquantasette) ricorsi contro il piano presentati dalla data della sua approvazione ad oggi.

  • E così, sempre secondo il Gds, il Tar ha sospeso le delibere di Giunta del 3 febbraio e del 27 marzo 2009, la nota del Dirigente del servizio Via-Vas della Regione Sicilia del 31 marzo e il verbale della conferenza dei  servizi della stessa data.

    Tutte, ma proprio tutte, le carte che tenevano in piedi il Pears…

    Il ricorso approvato è quello della Zefira Srl che, come si intuirà dal nome, di mestiere fa eolico: la Regione le aveva bloccato due progetti di parchi a Centuripe e Paternò e lei ha bloccato alla Regione il Piano energetico.

    Ballando con i lupi di Palermo, buono scambio.

    Citazioni cinefile a parte, siamo di nuovo al punto di partenza: ci sono voluti 18 anni per avere un pessimo piano energetico regionale e, alla fine, il piano non ha spento la sua prima candelina…

    L’assessore al ramo, l’ex Confindustria Marco Venturi (succeduto all’onorevole siracusano dell’Udc Pippo Gianni, autore materiale della firma che ha partorito il piano, perchè solo la firma mancava visto che il piano era pronto dal 2004…)  ha già detto che sta lavorando a nuovi decreti, più snelli, per rimettere in marcia l’industria dell’energia in Sicilia.

    Nel frattempo, però, cosa si fa?

    Ci sono cantieri energetici aperti in mezza Sicilia, iniziati con determinate regole e poi adattati alle nuove previste dal Pears, che adesso non si capisce se siano in regola o no.

    Le mitiche compensazioni ambientali, per esempio, ne vogliamo parlare? Sono ancora valide o non vanno più pagate? Le prevedeva il Pears quindi qualcuno potrebbe anche decidere di sparagnare qualche milioncino di euro…

    Eppure, ancor prima di essere realmente erogate, avevano già avuto un discreto “effetto fluidificante”.

    Cambiamo leggermente argomento: sempre dalla stampa regionale di oggi apprendo che la seconda gara (pardon, terza se includiamo quella stroncata dalla Corte Europea di Giustizia) per l’assegnazione degli appalti dei quattro termovalorizzatori in Sicilia è andata, nuovamente, deserta.

    In realtà, a quanto leggo, non si tratterebbe di una vera e propria gara ma di una “trattativa riservata” con le ditte che avevano vinto la prima gara, quella annullata.

    Il fatto che ci sia stato un secondo gran rifiuto, purtroppo, non solo conferma quanto si temeva (e cioè che, dopo lo scontato rifiuto della seconda gara, la terza sarebbe stata ad affidamento diretto) ma, addirittura, prefigura uno scenario ancora più inquietante…

    Le tre aziende che avevano vinto la prima gara (erano quattro ma una si è rifiutata di accettare il nuovo bando) si rifiutano adesso di riprendere in mano i loro stessi cantieri.

    Si dirà: perchè?

    Probabilmente perchè, tra la gara andata deserta e la trattativa riservata, Lombardo ha cambiato idea sui termovalorizzatori, ipotizzando che possano essere ben più di quattro. Forse anche dieci.

    E siccome la proposta è piaciuta pure a Giulio Tremonti, che ha fatto sapere con lettera ufficiale del Governo che la preziosissima tari(tru)ffa Cip6 resta anche se i termovalorizzatori crescono (di numero, ma non di potenza totale, quindi più impianti sparsi nel territorio invece di pochi e concentrati in quattro aree), allora tutto cambia.

    L’ideale, a questo punto, sarebbe farsi pagare i danni dalla Regione per la gara annullata, farne fare un’altra ancora per dieci termovalorizzatori e, adesso sì, presentarsi e vincerla!

    Tanto Lombardo ha ormai chiarito perfettamente quali siano le sue idee in fatto di rifiuti ed energia.

    Non per forza rinnovabile…


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    3 risposte a “Servirà un enorme pettine…”

    1. Quindi coi rifiuti produci energia pulita (magari la paghiamo noi col cip6 pure) e invece gli impianti fotovoltaici, eolici e rinnovabili in genere stanno fermi per la “burocrazia”… Finirà come napoli? Chi vivrà vedrà.

    2. [...] Amministrativa  ha accolto l’istanza di appello presentata dalla Regione, annullando il provvedimento del Tar di Catania col quale si sospendeva la richiesta di integrazione documentale nei confronti [...]

    3. [...] Reverse Information Blog sull’energia. In Sicilia e non solo… « Servirà un enorme pettine… [...]

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