Buon ultimo, il Governatore Siciliano Raffaele Lombardo prende atto del volere dell’Ue e si dice pronto a rivoluzionare la questione termovalorizzatori.
Alla fine Lombardo si è arreso all’evidenza: il priano rifiuti siciliano, con gli annessi quattro mega termovalorizzatori, non va affatto bene.
La presa di coscienza dello stato dei fatti è arrivata ieri pomeriggio, quando la Giunta Regionale ha dichiarato nulli tutti gli atti che discendono dalla prima gara per i quattro termovalorizzatori, quella bocciata dalla Corte Europea di Giustizia.

“Bisognerà pensare a un nuovo piano rifiuti, che sarà redatto all’insegna della trasparenza e della partecipazione, archiviando l’impostazione basata su tecnologie probabilmente superate e non sicure per la salute, che avrebbero dovuto “termovalorizzare” due milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, senza tener conto della direttiva europea sulle percentuali di raccolta differenziata che anche in Sicilia si dovranno raggiungere”.
Queste le parole di Lombardo sulla questione.
Va dato atto, per correttezza, che il piano rifiuti-termovalorizzatori appena mandato all’aria dalla Giunta Regionale siciliana non è farina del sacco di Lombardo, bensì di Cuffaro.
Tuttavia non si può dimenticare che tale piano è stato ampiamente condiviso da Lombardo per mesi e mesi: prima quando è stato inserito tra le previsioni del Piano energetico regionale (fresco fresco di sospensione da parte del Tar) e poi quando è stato confermato con la seconda gara e con la trattativa riservata, anch’essa appena fallita.
L’europa, invece, dice che il Piano rifiuti siciliano non va bene da più di un lustro…
Fatto sta che, adesso, dopo i dubbi sulle conseguenze della sospensione del Piano energetico si aggiungono anche quelli sulle conseguenze della bocciatura del Piano rifiuti.
In primo luogo i rimborsi alle aziende che si erano aggiudicate la prima gara.
Dalla stampa leggo che si tratterebbe di quasi 350 milioni di euro, anche se dai bandi della seconda gara si dovrerbbe intuire che si tratta di circa 100 milioni in meno.
Siccome sono soldi che, ormai è chiaro, dovranno pagare i siciliani di tasca loro (anche se il danno l’hanno fatto nei palazzi a Palermo), visto che Lombardo parla di trasparenza sarebbe il caso che inizi questa nuova fase col dire esattamente di quanti soldi stiamo parlando.
Se poi è vero (ma a sto punto, chi ci crede?) che Lombardo ha in testa una gestione industriale dei rifiuti di tipo europeo, con una differenziata fatta bene e con il resto che finisce in Cdr e poi nel termovalorizzatore (a questo punto un solo termovalorizzatore basta e avanza), allora i tempi si allungano.
E di molto.
Bruciare è facile, separare, riutilizzare, riciclare, compostare, fare il Cdr è assai più dura, già dal punto di vista burocratico: hanno sbagliato a fare le gare per quattro forni, speriamo bene…
Altra domanda: i dindini del Cip6?
Troveranno a Palermo un altro modo per farseli mandare?
Senza quei cinque miliardi di euro di tariffa incentivata sarà difficile trovare qualcuno disposto a mettere le mani nella munnizza.
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