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Sardegna, tutto il cinema alla moda per il “Premio Rodolfo Valentino”

lunedì, agosto 24th, 2009

Sharon Stone

Sharon Stone

La cerimonia di premiazione della XXXIIª edizione del Premio Internazionale del Cinema “Rodolfo Valentino” avrà luogo in Sardegna a Poltu Quatu (Porto Cervo) il prossimo 29 agosto, verrà trasmessa in diretta e in prima serata da Rai Uno, Rai International e da numerosi network europei, condotta da Carlo Conti e Andrea Osvart .

 

 

 

 

Il Premio, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo e del sostegno dell’Anica, dell’Agis, dell’Unione Nazionale Produttori Film, del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, di Rai Cinema, e di Rai Fiction,  viene assegnato - da una Giuria internazionale di critici cinematografici presieduta da Fabio Ferzetti, critico del quotidiano Il Messaggero e composta da Daniele Heymann (Francia), Dereck Malcom (Inghilterra), Mathieu Perrault (Canada), Jay Weissberg (Stati Uniti) - ad attori attrici e registi che abbiano raggiunto, nel complesso della loro carriera, i vertici del successo mondiale affermandosi come indimenticabili personaggi nell’arte cinematografica.

 

Il Premio “per la stagione” viene assegnato - dalla stessa Giuria -  ad attori, attrici e registi che, abbiano curato e portato al successo, nell’anno cui il Premio è riferito, personaggi particolarmente significativi nel film da loro interpretato o diretto.

Quest’anno il premio verrà consegnato a : Asia Argento, Caterina Murino, Elena Sofia Ricci per le attrici; Pierfrancesco Favino e Filippo Timi per gli attori; Giulio Manfredonia, Giuseppe Piccioni e Marco Pontecorvo per i registi.

 

Le star internazionali che riceveranno il premio alla carriera sono: Sharon Stone, Helen Mirren, Alan Arkin.

 

Gli ospiti musicali che parteciperanno alla serata sono: Fiorella Mannoia, Mario Biondi e i Simply Red. L’evento, tradizionalmente a favore della ricerca sul cancro, quest’anno è anche a sostegno del totale ripristino e salvaguardia delle vitali risorse ambientali della Sardegna.

MURANGA il progetto MATU il film SLUM il teatro: COSV E LOMBARDIA contro l’Aids

mercoledì, agosto 5th, 2009

matu_poster1Nell’Africa Sub Sahariana 26 milioni di persone vivono ogni giorno il dramma dell’AIDS, vittime due volte, del virus e dello stigma che lo impregna.  Sono più del 60% di tutta la popolazione e più dei tre quarti delle donne. Vittime impegnate in una lotta di cui ancora non si vede la fine, che non sembra diminuire negli anni e che si propaga sulla spinta di fame e miseria. Le cause principali della diffusione dell’HIV nel continente africano riguardano il difficile accesso alle informazioni, le misere condizioni di vita, le difficoltà economiche e la malnutrizione.I mmagini, suoni e parole per comprendere meglio le dimensioni del problema Un evento, forse insolito, per raccontare l’AIDS e un progetto di solidarieta, attraverso un métissage espressivo fatto di cronaca, cinema, teatro e narrazione.

 

MATU, la docu-fiction di Luca Mariani e Cactus, prodotta dal COSV, racconta la storia di un dodicenne africano la cui vita è stata minacciata dal terribile virus dell’Aids. Con un gioco di storie ad incastri e i toni di una fiaba, racconta, a ritmo di rap, l’incontro di Matu e Davide, un italiano giunto in Africa per affari.  Un concentrato di storie di vita e speranza, per presentare la realtà di un futuro senza HIV reso possibile, per la comunità di Muranga grazie ad un progetto del COSV, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e dalla regione Lombardia.

 

SLUM, lo spettacolo teatrale adattato per l’occasione da Milvia Marigliano, straordinaria interprete oltre che autrice, accompagnata dai ritmi pop-tribali del gruppo calabro-bolognese del Parto delle Nuvole Pesanti.  Dagli “slum”, non-luoghi dove la vita scorre in un fragile equilibrio tra violenza, degrado e povertà, parte Myrna, migrante in fuga verso un domani che forse non arriverà mai.

 

Saranno inoltre presenti Jadiel Gatama, direttore di Slico, associazione keniota che si occupa di lotta alla povertà e supporto allo sviluppo sociale nel distretto di Muranga, e Irene Kamau, direttrice di Anjk, l’associazione di Nairobi che lavora attivamente negli Slum.

 

L’appuntamento, fissato per il 29 settembre presso la “Sala Giorgio Gaber”della Regione Lombardia, nel Grattacielo Pirelli, piazza Duca d’Aosta 3, Milano, è organizzato da Cosv-Solidarietà Italiana nel Mondo, con il contributo di Regione Lombardia, in collaborazione con CoLomba - COoperazione LOMBArdia e l’Osservatorio Italiano sull’azione globale contro l’AIDS – ONG italiane

MORRICONE MUTI e GILBERTO GIL in concerto per tornare a far volare L’AQUILA

lunedì, luglio 27th, 2009

gilberto-gilUn cartellone con 44 grandi eventi culturali, musica e danza, ma anche teatro e televisione di qualità, animerà l’estate aquilana nei luoghi del terremoto. “Campi sonori - prologo della Rinascita”, questo il nome evocativo dato alla rassegna, nata dalla collaborazione tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Protezione Civile, Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila, con tutte le prestigiose istituzioni culturali che hanno sede nella città capoluogo. Un calendario di grandi spettacoli dal vivo nei luoghi del disastro, con eccezionali artisti che vi partecipano a titolo gratuito, per antichi legami artistici ed affettivi con L’Aquila e le sue istituzioni musicali teatrali e cinematografiche, conosciute e stimate nel mondo. Ha avuto un prologo nella conferenza stampa di presentazione, il 23 luglio scorso: la sera di quello stesso giorno, nella stupenda cornice dell’anfiteatro di Amiternum, la rassegna ha preso avvio con un concerto del musicista e cantante brasiliano Gilberto Gil. Arriveranno poi, per citare i nomi di maggior spicco, Vinicio Capossela, Cordia Ensemble con Monica Bacelli, Stefano Bollani, Antonella Ruggiero con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, Renzo Arbore, Sergio Cammariere con I Solisti Aquilani, Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana, Nicola Piovani, Claudio Baglioni, Ennio Morricone con l’orchestra Roma Sinfonietta, quindi Riccardo Muti con le istituzioni musicali aquilane (Società dei Concerti “Barattelli”, Istituzione Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani, Conservatorio dell’Aquila).

 

Gli appuntamenti sono previsti in tutte le località disastrate dal sisma, spesso con più eventi nella stessa serata. Dopo il concerto di Gilberto Gil ad Amiternum, il 27 luglio a Paganica sul palco c’è Vibes Jazz Quartett, poi Vinicio Capossela a Fossa il 28 luglio, Stefano Bollani suona il 3 agosto ad Amiternum, Antonella Ruggiero e Renzo Arbore saranno all’Aquila rispettivamente il 5 e 7 agosto, Sergio Cammariere con I Solisti Aquilani sarà in concerto il 25 agosto all’auditorium di Coppito. All’Aquila anche Nicola Piovani, Oscar per la musica (La vita è bella), che darà un concerto il 31 d’agosto. Poi arriveranno tanti altri, da Claudio Baglioni (il 2 settembre all’Aquila) a Ennio Morricone - Oscar alla carriera e cittadino onorario dell’Aquila - con l’orchestra Roma Sinfonietta (il 5 settembre all’Aquila) fino a Riccardo Muti che, il 6 settembre, sarà protagonista d’un concerto nell’agorà della cittadella della Guardia di Finanza, ormai ribattezzata Piazza 6 Aprile 2009. Accanto alla musica anche il teatro, per i grandi e per i bambini. E la danza. E pure televisione di qualità, con puntate del programma “La storia siamo noi” di Rai Educational, ventidue documentari dedicati ai protagonisti dello spettacolo e dello sport, da Roberto Benigni a Fiorello, da Vasco Rossi a Giovanni Trapattoni, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà, proiettati a rotazione nelle tendopoli e nei campi d’accoglienza, con la presenza dei protagonisti.

BOLLE di cultura italiana nel mondo

venerdì, maggio 29th, 2009

roberto-bolle-manifestoE’ stato il sottosegretario Alfredo Mantica, presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero del ministero per gli Affari esteri a conferire la Medaglia d’oro della lingua e della cultura italiana all’etoile internazionale della danza Roberto Bolle. La cerimonia di consegna è avvenuta la scorsa settimana a Firenze, presso l’Accademia della Crusca, a Villa Medicea di Castello. Istituita nel 2003, la Medaglia d’oro vuole essere un riconoscimento per le personalità che si sono particolarmente distinte nel diffondere l’italianità nel mondo. In passato è stata assegnata a Papa Giovanni Paolo II, Ennio Morricone, Giorgio Vittadini, Franco Zeffirelli e Giorgio Albertazzi. La cerimonia si è tenuta nell’ambito delle manifestazioni del Genio Fiorentino, che ospita la terza edizione della ”Piazza delle Lingue”, realizzata dall’Accademia della Crusca quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Svizzera in Italia, la Rai e il Teatro della Pergola di Firenze. Roberto Bolle, il più famoso danzatore classico italiano, ambasciatore della cultura italiana nel mondo, primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l’ottavo e il nono Festival internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro comunale di Firenze. “Abbiamo deciso di omaggiare Bolle con un altissimo riconoscimento culturale - ha spiegato Mantica al termine della cerimonia - perché crediamo che la danza sia una delle massime espressioni artistiche attraverso cui l’uomo possa esprimersi. Musica, movimento, sensazioni ed emozioni: in Roberto Bolle vi è la sintesi di tutto questo ed orgogliosamente possiamo dire che è una sintesi interamente italiana”.

“EMIGRANTI”: UNO, CENTOMILA, TUTTI. UN DOCU-FILM CHE PARLA DI NOI

giovedì, aprile 16th, 2009

“Qui è dove sono natemigrantio. Ed ero felice, giocavamo a palla. Poi per colpa della guerra sono dovuto partire per l’Argentina”. Comincia così “Emigranti”, il film documentario diretto e scritto da Marco Ottavio Graziano e Mario Melfi, presentato alla Casa del Cinema. La voce narrante ha il volto di Vincenzo Ciminelli, ottantaquattro anni, emigrato di Amendolara (Calabria), oggi residente a Buenos Aires. Fotogrammi di vita passata e presente si sovrappongono: Vincenzo racconta la sua storia camminando per il paese, mentre accanto a lui si muovono, come ombre, il suo alterego bambino e poi fanciullo (interpretato da Mario Puglia). “Fra noi ragazzi, chi sapeva di dover partire, sembrava aver fretta di divertirsi”. Si cresceva così, all’improvviso, da un giorno all’altro: arrivava la lettera di un padre che richiedeva la presenza del figlio in America e in un attimo la giovinezza era finita, tanto che “le campane suonavano meno allegre”. Le lettere sono un po’ il fil rouge del film. Sembra infatti che gli emigranti, appena partiti, sentissero immediatamente il desiderio di scrivere per mantenere vivo il legame che li univa alla loro terra, alla loro famiglia, al loro mondo. “Vincenzo può essere un nome qualsiasi – ha spiegato il sindaco di Amendolara, Mario Melfi – quella di Vincenzo è la storia di tutta la Calabria, la Liguria, il Piemonte: di tutti gli italiani che sono emigrati”. Gli uomini partivano, in cerca di fortuna e lavoro, le donne rimanevano a casa, aspettando il loro ritorno o di raggiungerli il prima possibile. Le madri avevano così il compito di crescere i figli ricoprendo entrambi i ruoli. Capitava addirittura che i ragazzi non avessero mai visto il padre, partito magari quando loro erano ancora piccoli, così le presentazioni avvenivano una volta giunti a Porto Madero, Rio della Plata, Baires. E poi il viaggio, lungo, estenuante, in condizioni igieniche pessime, affrontando tempeste e fame: “Prima non conoscevo la paura, in quei giorni ne compresi il significato”. Ma dall’oblò ecco l’Argentina e l’animo si affranca: lì c’è la speranza, il futuro, la possibilità di “fare soldi” e tornare finalmente a casa. Eppure, “è stato difficile ricominciare un’altra volta”. Poi la vita scorre: i giorni passano e pian piano non si è più un “Tano” (epiteto dispregiativo con cui gli argentini chiamavano gli italiani), si diventa parte integrante della società, ci si sposa e si mette su famiglia. Nonostante ciò, il pensiero torna sempre al Belpaese: “Quando vado in Italia è come se tornassi a casa”. “Mio nonno mi diceva sempre che dove un albero mette le radici, lì deve crescere e diventare secco. Io sento che le mie radici sono ad Amendolara, nella mia terra, terra di Calabria, terra di emigranti”.

Da www.9colonne.it